Precariato docenti di religione: la Corte d’Appello ordina risarcimenti per 180mila euro

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LECCE, 26 Marzo 2026 – Una vittoria significativa per i docenti di religione precari arriva dalla Corte d’Appello di Lecce, che ha ribaltato la precedente sentenza del Tribunale di Brindisi. Al centro del contenzioso, la reiterazione abusiva dei contratti a tempo determinato, una pratica che la giurisprudenza, sia nazionale che europea, continua a sanzionare con fermezza.
Il risarcimento: oltre 32.000 euro a docente
La Corte ha riconosciuto ai docenti ricorrenti un risarcimento complessivo che supera i 180.000 euro. Nello specifico, a ciascun insegnante coinvolto è stata assegnata una somma di circa 32.000 euro, a ristoro del danno subito per il susseguirsi illegittimo di contratti a termine su posti che dovrebbero essere stabili.
Soddisfazione espressa dai vertici sindacali che hanno sostenuto il ricorso. Orazio Ruscica, Segretario nazionale Snadir e Presidente FGU, ha commentato con favore la decisione: «Queste sentenze confermano la serietà della nostra linea d’azione. I giudici hanno fatto propri gli orientamenti europei, riconoscendo l’urgenza di un intervento strutturale per mettere fine all’abuso dei contratti a termine.»
Secondo Ruscica, la via giudiziaria è solo una parte della battaglia. L’obiettivo sindacale resta politico e strutturale: immissioni  in ruolo annuali, incremento della pianta organica di ruolo fino al 95%.
«È questa l’unica via — conclude il segretario — per superare definitivamente il ricorso illegittimo ai rapporti a termine e garantire dignità lavorativa ai docenti di religione».

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