Scuola, l’allarme della Gilda Unams: “Contro la dispersione serve continuità didattica e stop al precariato”

In audizione al Senato, il presidente Orazio Ruscica punta il dito contro le disuguaglianze sociali e l'autonomia differenziata: "La scuola torni a essere motore di coesione"
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ROMA, 25 Marzo 2026 – Non si combatte la dispersione scolastica senza dare stabilità alle cattedre. È questo il messaggio centrale lanciato dalla Federazione Gilda Unams (FGU) durante l’audizione presso la VII Commissione Cultura del Senato. Il presidente Orazio Ruscica, intervenendo sui temi della povertà educativa e dell’abbandono scolastico, ha tracciato un quadro critico del sistema istruzione italiano, evidenziando come le fragilità contrattuali dei docenti si riflettano direttamente sulla qualità dell’apprendimento degli studenti.
Secondo l’analisi presentata dalla Federazione Gilda Unams, l’Italia resta spaccata in due. Ruscica ha sottolineato l’esistenza di profondi squilibri tra diverse aree geografiche e gruppi sociali. Il rischio non è solo l’abbandono dei banchi (dispersione esplicita), ma anche la cosiddetta dispersione implicita: quegli studenti che, pur terminando il ciclo di studi, non raggiungono i livelli minimi di competenze richiesti.
“Emerge un quadro allarmante –  ha dichiarato Ruscica – . Dispersione e abbandono si concentrano dove la povertà economica e l’assenza di istruzione familiare sono più intense. È una questione di giustizia sociale: dobbiamo garantire a tutti pari opportunità, impedendo l’esclusione verso il basso.”
Un passaggio chiave dell’intervento ha riguardato l’assetto istituzionale del Paese. Per la FGU, l’autonomia differenziata rappresenta una minaccia concreta all’unità del sistema educativo, rischiando di creare regimi regionali frammentati. Ruscica non ha usato giri di parole, definendo questa deriva “una violazione sostanziale del dettato costituzionale” che finisce per aggravare le diseguaglianze che la scuola dovrebbe invece colmare.
La proposta della Federazione Gilda Unams per invertire la rotta è strutturale: meno precariato, più investimenti negli organici. La discontinuità didattica, causata da un sistema di reclutamento farraginoso che cambia insegnanti ogni anno, è vista come un fattore di rischio che alimenta l’allontanamento degli studenti più fragili dal percorso scolastico.
Per contrastare efficacemente il fenomeno, la Federazione chiede una strategia organica e di lungo periodo, la stabilizzazione del personale docente per garantire continuità educativa, investimenti  mirati in servizi e infrastrutture e la
valorizzazione della scuola come comunità educante e presidio di civiltà.
“La scuola è un servizio pubblico essenziale – ha concluso Ruscica -.  Solo con politiche inclusive e strutturali potremo restituirle il ruolo di motore dello sviluppo democratico e della coesione sociale del Paese.”

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