
RAGUSA, 17 Febbraio 2026 – C’è poco da ridere, nonostante il clima di Carnevale. Il Comitato Civico Articolo 32, guidato dal presidente Rosario Gugliotta, ha scelto l’arma dell’ironia sferzante per accendere i riflettori sul precario stato dell’assistenza sanitaria in provincia di Ragusa. Attraverso una nota che ricalca l’allegoria del “Paese di Pulcinella”, il comitato tratteggia un quadro dove l’inefficienza gestionale e il clientelismo politico sembrano essere la norma, più che l’eccezione.
Gugliotta non usa mezzi termini nel descrivere i criteri di selezione dei vertici sanitari. Nel fantomatico paese di Pulcinella, si legge, l’organizzazione dei servizi sarebbe affidata non al merito, ma alla “fedeltà al capo corrente di turno”.
“Il soggetto selezionato viene pomposamente definito come ‘responsabile della direzione strategica’ dell’azienda sanitaria del paese di Pulcinella, per garantire lauti compensi e dare enfasi all’incarico.”
Dietro lo schermo del “si fa per scherzare”, il Comitato elenca una serie di criticità strutturali che di ludico hanno ben poco: strutture per la consegna di farmaci a disabili e anziani praticamente inaccessibili, porte degli ambulatori così strette da impedire il passaggio delle barelle per gli esami strumentali, bacinelle posizionate all’ingresso dei laboratori di analisi per raccogliere l’acqua piovana che filtra dal soffitto, una pensilina per l’autobus davanti all’ospedale principale installata solo dopo dieci anni dall’inaugurazione della struttura.
Il Comitato chiude con una stoccata finale che riporta tutti alla realtà: “Fortunatamente la provincia di Ragusa, anche a Carnevale, non è nel paese di Pulcinella”. Una frase che suona come un amaro paradosso per sottolineare che, sebbene non si voglia vivere in una farsa, i disservizi subiti dai cittadini — tra attese estenuanti al Pronto Soccorso e liste infinite per le visite specialistiche — sono fin troppo reali.
L’appello di Articolo 32 è chiaro: serve un cambio di passo immediato nella governance e l’adozione di misure concrete per tutelare i soggetti più fragili, anziani e disabili in primis, che oggi pagano il prezzo più alto di una gestione ritenuta inadeguata.





