
SCICLI, 04 Febbraio 2026 – A quasi due anni dal tragico ritrovamento, i riflettori degli inquirenti tornano ad accendersi sull’abitazione di via Manenti. Nella giornata di oggi, i carabinieri del Ris di Messina hanno effettuato un nuovo e approfondito sopralluogo nella casa dove, il 12 maggio 2024, fu rinvenuto il corpo senza vita di Peppe Ottaviano, il quarantenne sciclitano, dottore in legge, la cui morte ha scosso profondamente la comunità locale.
Nonostante le indagini abbiano già portato a una svolta lo scorso novembre — con l’arresto di un 43enne sciclitano accusato di omicidio volontario aggravato — l’attività odierna suggerisce che la Procura di Ragusa intenda blindare l’impianto accusatorio o esplorare ulteriori dettagli non ancora chiariti.
La presenza del reparto speciale investigativo dell’Arma serve ad “arricchire” un quadro già complesso. L’obiettivo è cristallizzare prove scientifiche che possano confermare o dettagliare meglio la dinamica di quella tragica giornata.
Secondo le ricostruzioni emerse finora, il delitto non sarebbe maturato nell’ambito di una rapina o di interessi economici: dall’abitazione, che Ottaviano condivideva con la madre, non sono stati asportati arredi o oggetti personali. La pista passionale: è questa l’ipotesi principale al vaglio degli inquirenti, che avrebbe portato all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Ragusa su richiesta della Procura.
Il ritorno dei Ris sul luogo del delitto dopo così tanto tempo è un segnale chiaro: l’indagine non è affatto conclusa. I rilievi odierni potrebbero servire a riscontrare dichiarazioni rese dall’indagato o a cercare tracce residue che solo tecnologie più avanzate o analisi incrociate possono ora portare alla luce.
La comunità di Scicli attende ancora risposte definitive su una vicenda che ha strappato alla vita un uomo descritto da tutti come mite e stimato, la cui unica colpa sarebbe stata quella di trovarsi al centro di una contesa o di un risentimento fatale.





