Ciclone “Harry”. Stanziato più di un miliardo di euro per i danni. A Portopalo onda “record” di oltre 16 metri

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“Stiamo affrontando le conseguenze di un evento senza precedenti, il più violento che abbia colpito la Sicilia negli ultimi anni. Sono molto preoccupato, in quanto siciliano, ma ce la metteremo tutta per superare l’emergenza nel più breve tempo possibile”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, al termine della Giunta regionale straordinaria convocata per deliberare la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza a seguito dei gravissimi danni provocati dal maltempo e dal ciclone che nelle ultime ore hanno colpito ampie aree dell’Isola. “Vigilerò – ha detto Schifani – personalmente su ognuna delle attività che dovremo svolgere e, in particolare, sulla celerità con cui saranno liquidate le risorse. Faremo ancora rete, come abbiamo fatto dal momento in cui abbiamo ricevuto le prime previsioni meteo. Il sistema di Protezione civile ha funzionato e ci ha permesso di tutelare l’incolumità delle persone. Grazie a questo grande lavoro, non abbiamo registrato vittime. Le Istituzioni non mancheranno di far sentire ancora la propria vicinanza ai cittadini e comincerò già da domani, in prima persona, con i primi sopralluoghi nei territori più colpiti”.
Supera il miliardo di euro la stima complessiva dei danni provocati in Sicilia dal ciclone Harry che in due giorni ha devastato infrastrutture, strade, porticcioli, stabilimenti balneari, attività produttive e ricettive soprattutto lungo la fascia costiera jonica e in quella che si affaccia sul Canale di Sicilia. Ai 741,5 milioni di euro, calcolati dalla Protezione civile regionale e comunicati stamani dal governatore Renato Schifani, si dovranno aggiungere, apprende l’ANSA da fonti istituzionali regionali, i mancati redditi delle attività produttive e sui quali si lavora a ristori e contributi.
Oltre alla conta dei danni, altri dati affluiscono e che riguardano l’oramai celeberrimo ciclone “Harry”. Nel pomeriggio di martedì 20 gennaio 2026, difatti, è stata rilevata un’onda record alta 16.66 metri nel Canale di Sicilia, tra Portopalo di Capo Passero e l’isola di Malta. Il dato, catturato, da una boa della Rete Ondametrica Nazionale (RON) dell’ISPRA, super il record strumentale europeo di 14.2 metri registrato nel 2020 in Spagna, durante la tempesta Gloria.
La misurazione di un’onda di 16,66 metri si riferisce all’altezza massima (Hmax), ovvero la distanza verticale tra la cresta più alta e il cavo più profondo registrata durante il periodo di campionamento. Tale valore è stato reso possibile dalla precisione dei sensori inerziali installati sulle boe moderne, capaci di campionare i movimenti della superficie marina con frequenze elevatissime e di trasmettere i dati in tempo reale via satellite.

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