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Nutrizione: domande e risposte al Dott. Francesco Buscema

Tempo di lettura: 2 minuti

Modica, 20 gennaio 2026 – Attorno all’alimentazione circolano ancora molti luoghi comuni, spesso alimentati da diete drastiche e messaggi semplicistici. Paure, aspettative, miti duri a morire e un’idea dell’alimentazione spesso vissuta come sacrificio. In questa intervista, costruita a partire dalle domande che mi vengono poste più frequentemente dai pazienti, provo a fare chiarezza su cosa significhi davvero mangiare in modo sano: non come rinuncia, ma come strumento di benessere, equilibrio e consapevolezza.

Dottore, dovrò necessariamente mangiare senza condimenti, solo verdure bollite e rinunciare al piacere del cibo?
Assolutamente no, anzi è esattamente l’opposto. L’alimentazione non è solo nutrimento, ma anche piacere ed esperienza sensoriale. Mangiare bene significa scegliere alimenti che garantiscano il corretto apporto di nutrienti, inserirli nel momento giusto della giornata, senza sacrificare il gusto e variando il più possibile i metodi di cottura. Un piano alimentare efficace è quello che si può seguire con piacere, non con fatica; perciò è fondamentale che rispetti i gusti e le abitudini del paziente. Ciò a cui bisogna porre maggiore attenzione è la composizione del pasto.

Perché nei suoi piani non sono sempre indicate grammature precise e calorie da contare?
Perché prima dei numeri viene la fisiologia. Il mio obiettivo non è farvi contare ogni grammo, ma far funzionare meglio il vostro metabolismo e i meccanismi ormonali. Quando la fisiologia è efficiente, il corpo risponde spontaneamente in termini di salute e composizione corporea. Le quantità diventano una conseguenza, non il punto di partenza. Non è possibile costruire un rapporto sano con il cibo se si è costretti a misurare costantemente e ossessivamente ciò che si mangia. Questo è un punto importante da comprendere.

Quindi le calorie non contano?
Le calorie esistono, ma non raccontano tutta la storia. Due pasti con lo stesso contenuto calorico possono avere effetti completamente diversi sull’organismo. Ad esempio, mangiare 200 kcal di dolci non è uguale a mangiare 200 kcal di frutta secca. Ciò che conta davvero è come il corpo utilizza quei nutrienti e quali sistemi ormonali vengono coinvolti; ed è qui che entrano in gioco la qualità degli alimenti, le associazioni e le cotture.

La distribuzione dei pasti durante la giornata influisce sul metabolismo?
Un saggio detto recita: “colazione da re, pranzo da principi e cena da poveri”. Il nostro metabolismo è più efficiente nelle ore diurne; perciò, concentrando una parte maggiore dell’introito alimentare nella prima parte della giornata, si migliora la gestione energetica e si arriva alla sera con un appetito più equilibrato. Mangiare con moderazione la sera e almeno tre ore prima di addormentarsi migliora la qualità del sonno e, di conseguenza, lo stato psicofisico del giorno successivo. Si parla tanto – e giustamente – dei benefici del digiuno intermittente: ebbene, una persona che cena alle 19 e fa colazione alle 7 del mattino digiuna 12 ore tutti i giorni.

Come faccio a capire quando mangiare e quando fermarmi?
Il corpo invia continuamente una miriade di segnali, compresi quelli di fame e sazietà. Il problema è che abbiamo disimparato ad ascoltarli, sia perché il cibo spazzatura altera questi segnali, sia perché spesso utilizziamo il cibo non come nutrimento, ma per riempire vuoti interiori. Un organismo sano, “pulito” grazie a una corretta alimentazione e a uno stile di vita salutare, ha una maggiore capacità di leggere questi segnali. In generale, salvo casi particolari, consiglio di mangiare tre volte al giorno, non di più. Ogni pasto dovrebbe terminare con una sensazione di soddisfazione e leggerezza, permettendo di arrivare al pasto successivo con un appetito fisiologico e non con una fame compulsiva.

Spesso arrivo a tavola affamato… Che consigli mi può dare per mangiare meno?
Arrivare a tavola molto affamati significa spesso che il pasto precedente non era ben bilanciato e presentava un cattivo equilibrio tra macro e micronutrienti; non ha perciò rispettato la fisiologia individuale. Questa è la prima cosa da valutare ed eventualmente correggere. Per esempio, è una cattiva abitudine escludere i grassi per paura di ingrassare, quando in realtà hanno un grande potere saziante: basta scegliere quelli di buona qualità. Per mangiare meno si possono adottare diverse strategie a tavola. Mangiare con calma permette al sistema nervoso centrale di registrare correttamente la sazietà, migliora l’appagamento sensoriale e riduce il carico sugli organi digestivi. È un gesto semplice, ma estremamente potente. Un’altra strategia intelligente è iniziare il pasto con una buona porzione di verdure, che favoriscono un senso di sazietà precoce, aiutano a modulare la risposta glicemica e consentono una gestione più equilibrata del pasto nel suo complesso.

Se non perdo chili velocemente tendo ad abbattermi… Non ci sono stratagemmi per dimagrire rapidamente?
No, non esistono trucchi o magie. I dimagrimenti rapidi non rispettano la fisiologia e spesso portano a effetti negativi sul metabolismo. La perdita di peso sana è graduale, sostenibile e non priva il corpo dei nutrienti essenziali. Pazienza e costanza sono i veri strumenti terapeutici. Esistono risultati rapidi, ma raramente sono duraturi. Un’alimentazione equilibrata costruisce salute nel tempo, non solo un numero più basso sulla bilancia.

Per quanto tempo dovrò seguire la sua dieta?
L’obiettivo a lungo termine è rendere il paziente autonomo, consapevole e libero nel rapporto con il cibo. Quando si sperimenta il benessere e si comprendono i meccanismi fisiologici, si smette di vivere l’alimentazione come una costrizione. In ultima analisi, un’alimentazione consapevole permette di uscire dalla logica della punizione, del senso di colpa e del controllo ossessivo, creando invece abitudini sostenibili che durano nel tempo. Questo è il traguardo a cui bisogna ambire. Ed è il risultato che dà maggiore gratificazione a un professionista che si occupa di nutrizione e, più in generale, di salute.

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