
Secondo l’intelligence israeliana, la rivolta in corso in Iran è la più vasta mai affrontata dalla Repubblica islamica, ma senza un sostegno concreto dell’Occidente rischia di spegnersi o di sfociare in un esito diverso da una transizione democratica, come un potere militare o una leadership controllata dietro le quinte dalle forze di sicurezza. Israele osserva con attenzione gli sviluppi per prepararsi a ogni scenario possibile, consapevole che la caduta del sistema degli ayatollah non garantirebbe automaticamente un esito positivo. In questa fase la strategia è prudente: osservare, sostenere sul piano politico e lasciare che siano gli Stati Uniti a guidare le pressioni e le minacce. Secondo l’analista israeliano Mordechai Kedar, tutto dipende da Stati Uniti, Israele ed Europa: se i ribelli iraniani avvertissero chiaramente l’appoggio del mondo occidentale, potrebbero infliggere il colpo decisivo al regime, mentre in assenza di questo sostegno la brutalità repressiva finirebbe per piegarli; persino attacchi occidentali contro le forze armate ideologiche del regime rafforzerebbero la ribellione. Questa ondata di proteste, spiega Kedar, è diversa dal passato perché il collasso economico è totale e coinvolge ogni strato sociale, dai commercianti agli studenti, fino alle donne, e perché il contesto internazionale è mutato, con un indebolimento dell’influenza iraniana all’estero e con precedenti scontri militari che hanno lasciato Teheran in difficoltà; oggi inoltre i vertici del potere vivono nascosti e in stato di allerta. L’idea che una parte consistente della popolazione sostenga ancora il regime viene respinta: l’appoggio reale arriverebbe solo da chi ne trae benefici diretti, come apparati militari, milizie, vertici religiosi e funzionari, mentre il resto del paese sarebbe ostile alla dittatura. A rendere la situazione più esplosiva contribuiscono anche le tensioni etniche e indipendentiste, perché l’Iran è composto da numerosi gruppi che non si sono mai fusi in una vera nazione unitaria e oggi avanzano richieste di autonomia, rendendo incerto il ruolo di eventuali figure che tentano di proporsi come leader nazionali. Un eventuale crollo del regime avrebbe conseguenze globali: ridimensionerebbe l’influenza iraniana in Medio Oriente, indebolirebbe movimenti armati alleati, ridurrebbe i costi di sicurezza sulle rotte marittime e renderebbe il contesto internazionale più stabile e prevedibile, tanto da preoccupare anche grandi potenze e paesi della stessa area islamista. Kedar si dice ottimista perché, per la prima volta, esisterebbe un consenso diffuso sul fatto che il sistema degli ayatollah debba cadere e che la fine della guida suprema possa cambiare il corso della storia. L’analista è invece durissimo con l’Europa, accusata di silenzio e immobilismo per paura di perdere investimenti economici in caso di cambio di regime, come già avvenuto in altri contesti, sostenendo che l’unica vera preoccupazione europea sembrano essere gli interessi finanziari; nel frattempo, avverte, l’Europa starebbe diventando un centro sempre più rilevante dell’islam politico e senza Israele non sarebbe in grado di resistere all’avanzata jihadista, a meno di profondi cambiamenti demografici.





21 commenti su “Con la caduta del consenso interno il regime degli ayatollah potrebbe implodere…di Giannino Ruzza”
Verità è percezioni – Sameh Askar
“Questa è quasi la millesima volta che la maggior parte degli analisti e degli scrittori (arabi e occidentali) hanno previsto la caduta del regime iraniano basandosi sulle manifestazioni che si svolgono lì…!
E ogni volta diciamo: ragazzi, date un’occhiata alla cultura iraniana e leggete sugli equilibri di potere interni, sulla popolarità del regime religioso, sulla natura del sistema democratico e sul significato della teocrazia in esso, tutte cose importanti per conoscere la situazione interna del paese più misterioso del Medio Oriente, in cui il 99,9% delle aspettative degli arabi vengono deluse, e tutti i sospetti e le illusioni di alcuni e la loro fretta per la caduta del regime, siamo poi sorpresi di scoprire che il regime è più radicato e più forte del previsto.
Fatti in breve
Primo: la maggior parte dei manifestanti sono sostenitori dei conservatori che hanno seguito l’ex presidente e la Guardia Rivoluzionaria, il che significa che NON sono oppositori del regime religioso.
Queste persone odiano il governo Bazeshkian, lo considerano debole, e ritengono che abbia compromesso i diritti dell’Iran, in particolare nella guerra dei 12 giorni, in cui, nonostante l’Iran abbia diretto gravi attacchi contro Israele, l’incapacità di Bazeshkian di proteggere i leader militari ha indebolito la fiducia dell’opinione pubblica nella sua amministrazione.
Ciò significa che se il governo cade, i falchi prenderanno il sopravvento e i loro attacchi contro Israele e le basi americane saranno più severi e senza restrizioni.
Secondo: l’essenza della manifestazione e la maggior parte delle richieste sono incentrate su prezzi elevati + carenza d’acqua + svalutazione della moneta e sono istigate da mercanti e borghesi dei bazar, ovvero richieste settarie che non sono politiche e non sono correlate alla sfida dei principi della repubblica.
Terzo: un piccolo numero di oppositori del regime religioso all’interno del Paese, tra cui riformisti e liberali, alcuni dei quali ricorrono alla violenza, stanno distorcendo il movimento di protesta e collegando le
legittime richieste dei commercianti e di coloro che sono irritati dalla povertà a Israele e agli Stati Uniti.
Ciò ha avuto un impatto negativo sul movimento di protesta, che è diminuito significativamente negli ultimi tre giorni a seguito della minaccia di Trump all’iran, come se Trump volesse sabotare le manifestazioni e dipingerle come traditrici piuttosto che riformiste! (che mente acuta!)
Quarto: il popolo iraniano è un popolo vivo e maturo, abituato da decenni a esercitare la propria libertà di manifestare senza ostacoli. In generale, la nazione iraniana è uno dei popoli più vivaci dell’Oriente e desideroso di ribellarsi e sollevarsi contro le autorità. Ciò significa che le manifestazioni sono normali e le veglie di protesta fanno parte della routine iraniana.
Quinto: le attuali manifestazioni sono molto meno violente e meno intense delle manifestazioni del 2022 di Mahsa Amini, istigate dai riformisti contro Ebrahim Raisi e i conservatori. In altre parole, coloro che hanno organizzato le manifestazioni del 2022 sono gli attuali al potere, e coloro che si ribellano ora sono gli stessi che erano al potere tre anni fa.
Sesto: il regime iraniano ha ordinato ai suoi sostenitori di scendere in piazza, e tra le masse riformiste si contano milioni di persone. A prescindere dal dibattito su chi fosse più numeroso e chi avesse il diritto di rappresentare l’Iran, il controllo del regime sulle istituzioni e l’imposizione di misure di sicurezza e censura durante le manifestazioni dei suoi sostenitori dimostrano che il regime è forte e saldamente radicato, non debole.
Settimo: Esiste la possibilità del crollo del governo Bazeshkian, ma il regime è saldamente radicato e ha acquisito grande forza durante e dopo la guerra dei 12 giorni, che ha compensato molte delle perdite causate dalle manifestazioni di Mahsa Amini. Il crollo del governo Bazeshkian è naturale alla luce di queste circostanze, che richiedono un miglioramento delle condizioni di vita e la sostituzione di un governo debole, la cui imprudenza ha causato un attacco militare un anno fa, che ha portato alla caduta di alti dirigenti dell’esercito e della Guardia Rivoluzionaria.
Questo punto in particolare provoca la rabbia della maggior parte dei manifestanti, che considerano Bazeshkian inadatto alla presidenza.
In breve: le percezioni che affermano che l’Iran è sull’orlo del collasso sono semplicistiche e fuorvianti, e riflettono i desideri e le aspirazioni dei loro detentori. Sono le stesse percezioni che, negli ultimi 20 anni, ogni volta che si verifica una manifestazione, si dice che il regime è caduto. Le attuali manifestazioni dovrebbero essere intese come una mera espressione del legittimo malcontento di alcune fazioni e delle sfide interne al governo, legate esclusivamente alla popolarità di Bazeshkian rispetto a quella delle Guardie e dei conservatori.
In altre parole, non ci sono reali indicazioni di minacce esistenziali al sistema politico. Il problema è che ogni volta che la visione di questo gruppo viene delusa e le sue previsioni sono sbagliate, accusano chiunque li informi della verità di dimostrare che le loro precedenti analisi erano solo fantasie e illusioni irreali derivanti dal fanatismo religioso e nazionalista.”
@Paolo che noia ma riassumi.
Giovanni, non si preoccupi, passi e vada avanti, non mi offendo, il mondo è pieno di persone che non si sforzano ma si schierano.
Ok Paolo ma tu sei la conferma che in molti non hanno niente da fare!!!
Passo e chiudo!!!
La mia ammirazione,per il popolo Iraniano è infinita .
Che coraggio scendere a protestare sapendo che ti sparano addosso.
Prego Dio , che questa sia la volta buona .
Eliminare fanatici e sostenitori, hanno portato alla fame una grande nazione
Una nazione che ha ereditato la grandezza della Persia .
Una nazione che parla il persiano e non l’arabo
Forza ragazzi resistete .
Trump ha detto che gli aiuti stanno arrivando.
Ci voglio credere, so che non è una passeggiata come in Venezuela.
Qui abbiamo un miscuglio di fanatismo religioso ,potere , influenza tossica russa e cinese ,
Però abbiamo un’Arabia e altri paesi vicino che non vedono l’ora di cantare il De Profundis all’ dell’Iran e ai suoi macellai al governo
E poi una bella scoppola al quel cazzo di Huti dello Yemen.
Nelle nostre piazze intanto i misericordiosi Pro Pal tacciano .
Iran non fa tanto di sinistra come Gaza
Questioni di mode ideologiche
Difficili da decifrare nell’impasto contrastante delle sinistre , una volta misericordioso, una volta spietato, vedi aborto .
Mi fanno un po paura .
Paolo, metta su chat gpt di riassumere in poche righe e così è tutto più sintetico e potremo leggerlo, altrimenti non serve a nulla la sua opinione. Naturalmente se non vuole, va bene così, metta anche interi libri, ce ne faremo una ragione.
Consensi? I consensi si impongono con la forza.
Una bella bombardata, è tutto sarà risolto.
Trump il pazzo a cavallo può fare tutto, se lo fanno gli altri sono tiranni, oppure definiti terroristi.
@Cavallo Pazzo
io penso che Trump intanto sia stato legittimato da chi lo ha già fatto e che noi abbiamo definito terrorista e mi riferisco a Putin.
Oggi Trump può benissimo andare avanti e se Vladimir si lamenta, ce ne infischiamo, ciò che ha fatto e farà il folle di Trump è stato legittimato dall’attacco al’Ucraina.
non mi pare di aver chiesto la sua opinione Ciccio. Anche in Iran le Ayatollah sono stati legittimati dal suo popolo.
Ciccio, già confondere la citazione di un giornalista iraniano con una mia opinione la dice lunga… Come siamo ridotti, chatgpt, la manna per il popolino.
Ma per commentare, la propria opinione deve essere approvata da qualcuno? Chiedo per un amico.
Controbattere a negazionisti o qualunquisti non è una opinione, è un dovere 😂
Ciccio, parli in modo generico e esprima solo i suoi pensieri e non si rivolga e non chieda a nessuno, eviterà così risposte squallide, pazienza lei non ha colpa.
Comunque, condivido il suo pensiero, l’avvio del disastro attuale è partito da Putin, ma se lei tocca lo Zar a qualcuno tocca nervi scoperti e saltano come assatanati.
Comunque dopo ciò che ha fatto Puttin, ha avviato una guerra che secondo lui 😂 doveva durare pochi giorni, sta durando più della “Seconda Guerra Mondiale”, ma la cosa grave è che ha avviato la Terza Guerra Mondiale come lei ha evidenziato, esattamente una guerra mondiale a pezzi in tutto il mondo, questo incosciente.
La responsabilità è sicuramente sua, di Puttin, solo i facinorosi e traumatizzati dal covid e dal vaccino possono negare l’evidenza.
Si, esattamente a questo punto Trump può fare tutto ma la colpa è di Puttin, si il Puttin che pensava ad una passeggiata, e speriamo non faccia incazzare il folle Trump, perchè potrebbe appizzarci anche le penne.
Puttin fa il galletto con l’Ucraina, ma se “passa l’ancilu” di Trump saranno uccelli senza zucchero, gli conviene starsi muto quando l’America attaccherà l’IRAN, perchè attaccherà e lo sappiamo bene, la sua spregiudicatezza è senza limiti, Vladimir non deve pipitare e lui lo sa bene.
I soliti disagiati saranno felici della debolezza dell’Europa, vedremo come andranno le cose, vedremo… e saranno ca…i!
“possibile-intervento-militare-usa-in-iran-nelle-prossime-24-ore”
notizia Reuters e Ansa
e Putin cosa farà? Mutu! Questa la vogliamo vedere, il disastro causato dai Russi sta arrivando al botto definitivo.
Anonimo, attendo con ansia il botto pronosticato, come tutte le vaticinazioni passate che seguite degne dei migliori aruspici.
Mi scusi se mi sono rivolto a lei Cavallo Pazzo, resta il mio pensiero per tutti gli altri commentatori.
Ribadisco che le cose stanno cambiando, Paolo ironizza sul botto perché per lui è tutto apposto, per lui uno stato che invade un territorio sovrano come fece Hitler cent’anni addietro è normale… quello che sta succedendo è ciò che è successo il secolo scorso che si ripresenta, sullo sfondo sempre dittatori, fascisti e nazisti, dovremo subire un’altra devastante Guerra…
Ciccio, ironizzo semmai sul problema di vista diffuso di vari commentatori.
Se la linea di partenza rimane fissata al 2022, è per tifoseria (o cecità), si ignora qualsiasi fatto accaduto prima, c’è ben poco da essere seri nel leggere certi commenti.
Il secolo scorso, due guerre, la prima per distruggere l’ultimo impero cattolico rimasto, dove qualsiasi cattolico, come tanti hanno fatto, avrebbe dovuto prendere le difese di questo. La seconda per colonizzarci o da est o da ovest, imponendo o l’ideologia comunista ovvero l’ideologia americana, che nulla ha a che vedere con la nostra cultura.
Forse lei non vede, però, che nazismo e comunismo sono tutt’ora presenti, ma non di sicuro dove la fanno guardare.
Il botto arriverà, ma sarà qui, non di certo in USA o in Russia.
Sono rimasti solo i cinque stelle ed in particolare Giuseppe Conte a stare dalla parte di Putin ed oggi anche dalla parte di Khamenei e tiepidini a difesa del palestinesi di Gaza. Ho idea che abbiano montato il buon senso al contrario.
Quindi Paolo, lei si trova in sintonia con Conte? Avete entrambi a cuore Putin, per la verità Giuseppi Conte è in sintonia anche con Trump, ma… meglio non esporsi, non si sa mai, nell’assalto a Capitol Hill non ho visto una posizione netta di Giuseppi.
Troppo mistero!
Condivido Paolo, Il botto arriverà, ma sarà qui, non di certo in USA o in Russia.
Il fatto che il grilletto lo spareranno come hanno già fatto Usa e Russia e noi lo subiremo.
Ma è stata la Russia dopo decenni di pace, di post comunismo, di tranquillità a rompere l’equilibrio mondiale, è stato evidente, e dopo tutti a seguire e per ultimo gli USA hanno preso il controllo con prepotenza.
Ciccio, lei, come tutti gli altri, non perde occasione per cercare sempre di etichettare sempre le persone secondo i vostri standard politici (e tragicomico). Se dopo tempo ancora non ha compreso il mio pensiero, ma che le rispondo a fare?
Sa quanto me ne frega di conte o di qualsivoglia forma politica di questo o di altri governi dal 1861 in poi?
Ah Piero, quindi non Minsk, non bombardare civili per 8 anni russofoni in Donbass, non allargarsi a est, non piazzare basi nato in Ucraina, non il colpo di stato della nuland… Ma pensi, e io che credevo che ci fossero i presupposti dopo qualche decennio di tirare la corda.
Non fa una piega, si alza la mattina e parte con l’invasione. Invece, a Belgrado, in Iraq, in siria, in palestina tutto a posto vero?
Gli scemi di guerra falliti europei hanno mandato soldati in Groenlandia, Ve lo immaginate??? Vogliono fare la guerra all’ America 😂😂
Gli americani alzano i dazi, vedrete come torneranno indietro i soldati degli scemi falliti europei. Vuoi vedere che devono allearsi con Russia e Cina per difendersi dai loro padroni americani??? Che figure di m…….!!!