
PALERMO, 08 Gennaio 2026 – Una svolta attesa da anni per il mondo del teatro di base in Sicilia è finalmente realtà. Grazie a un disegno di legge promosso dal gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana, l’ultima manovra finanziaria regionale ha istituito un fondo specifico di 1 milione di euro destinato alle compagnie teatrali non professionistiche per il triennio 2026-2028.
L’iniziativa nasce per rispondere a un’esigenza storica: dare voce e risorse a quelle realtà che, pur essendo il motore culturale di molti comuni siciliani, restano regolarmente tagliate fuori dai finanziamenti del FURS (Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo), solitamente riservato ai circuiti professionistici.
L’Onorevole Ignazio Abbate, Presidente della I Commissione Affari Istituzionali e tra i principali sostenitori della norma, ha commentato con soddisfazione l’approvazione: “Con questo contributo diamo finalmente dignità a realtà amatoriali che operano con passione, custodendo tradizioni e folklore. Il gruppo della DC ha voluto colmare un vuoto legislativo: il teatro ha un valore sociale immenso, specialmente tra i giovani, e non poteva più essere ignorato chi lo pratica fuori dai circuiti d’élite.”
Per garantire una distribuzione equa e premiare la qualità delle produzioni, la norma prevede criteri di accesso chiari e trasparenti. Le associazioni interessate dovranno dimostrare il possesso di registrazione valida per attività artistiche e di intrattenimento; appartenenza a una delle federazioni nazionali di teatro non professionistico; presenza di una direzione artistica o regia di comprovata esperienza.
“Questo fondo non rappresenta solo un sostegno economico, ma un investimento nella coesione sociale e nella memoria storica dell’Isola. Il teatro di base, spesso radicato nelle piccole comunità, funge da presidio culturale e centro di aggregazione fondamentale per le nuove generazioni”.














1 commento su “Teatro Amatoriale: dalla Regione un milione di Euro per il Triennio 2026-2028”
Un giorno si e un giorno no, ma quando finirà sta camurria?
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