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Viadotto Guerrieri a Modica, le polemiche sui lavori: di chi è la vera responsabilità? La Polizia Locale scagionata dalle accuse

Tempo di lettura: 2 minuti

Modica, 29 Ottobre 2025 –  Le proteste e i disagi causati dai recenti lavori sui plinti del Viadotto Guerrieri tra Modica e Ragusa hanno sollevato una tempesta di polemiche, investendo in pieno l’Amministrazione Comunale e, in particolare, la Polizia Locale. L’accusa mossa dagli automobilisti, rimasti bloccati, è stata chiara: non essere stati avvisati in tempo utile dell’imminente chiusura.

Tuttavia, al fine di fare chiarezza e attribuire il giusto peso alle cose, abbiamo voluto ricostruire la cronologia degli eventi, accertando che l’organo per la sicurezza stradale è stato ingiustamente coinvolto.

Dalle nostre verifiche, è emerso un dato fondamentale: la Polizia Locale di Modica ha ricevuto la comunicazione ufficiale relativa ai lavori soltanto questa mattina alle 8:30. Il documento è arrivato tramite una PEC che è stata girata dal protocollo generale del Comune.

Ma la vera questione risiede nell’orario di invio del mittente. La comunicazione da parte di ANAS, l’ente gestore della strada, pur essendo datata 28 Ottobre, è stata trasmessa al Protocollo Generale del Comune esattamente alle ore 11:34:54 del giorno precedente l’inizio degli interventi.

È noto che gli Uffici Protocollo dei Comuni ricevono centinaia di PEC quotidianamente. I pochi operatori in servizio devono fare i salti mortali per “aprire”, leggere, protocollare e stabilire la corretta destinazione di ogni istanza. La ricezione, la lavorazione e l’inoltro ai settori competenti (nel caso specifico, la Polizia Locale) richiedono fisiologicamente tempo.

Alla luce di questi orari, le responsabilità appaiono chiare.

  • Il Protocollo Comunale e la Polizia Locale non hanno colpe. Come poteva l’organo di sicurezza stradale, ricevuta l’informativa alle 8:30 del mattino stesso, organizzare con efficacia alternative viarie, la segnaletica o, quantomeno, comunicare l’interruzione all’utenza a lavori già iniziati? La macchina organizzativa non può attivarsi istantaneamente.
  • A peccare di superficialità è stata ANAS. L’ente, specializzato in gestione stradale e viabilità (e non un utente qualunque), avrebbe dovuto dimostrare maggiore professionalità e preavvisare il Comune di Modica con un anticipo ben più congruo. Non si può informare un’Amministrazione solo 22 ore prima di interventi che, come dimostrato, hanno mandato in blocco il traffico tra Modica, Ragusa e l’intero comprensorio.

ANAS, forte della sua esperienza in lavori di tale portata, avrebbe dovuto, anzi, accertarsi che la comunicazione fosse effettivamente giunta a chi di dovere e fosse stata presa in carico in tempo utile, evitando di agire semplicemente secondo la logica del “Io ve l’ho detto e vado avanti”.

I pesanti disagi, dunque, non sono frutto di una disattenzione locale, ma di una palese disorganizzazione e superficialità nella comunicazione da parte di chi avrebbe dovuto garantire la corretta gestione e il minor impatto possibile sulla vita dei cittadini.

 

foto Saro Tribastone

© Riproduzione riservata
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6 commenti su “Viadotto Guerrieri a Modica, le polemiche sui lavori: di chi è la vera responsabilità? La Polizia Locale scagionata dalle accuse”

  1. Come al solito la polizia locale si leva la responsabilità! Il comune non ne parliamo quelli che c’è la prendiamo in quel posto siamo i pendolari e gli automobilisti

  2. Ma esiste da qualche parte un ente che dice “signori scusate colpa nostra”?
    Tutti sempre pronti a discolparsi, mai a prendersi responsabilità. Stamattina tanti lavoratori sono arrivati in ritardo al lavoro. La colpa? Di loro stessi perchè usano l’auto?
    Gira e rigira dappetutto faide di potere tra enti e fazioni politiche dove chi ci rimette è sempre la base della piramide

  3. Il comune fisiologicamente avrebbe bisogno di protocolli interni più agili per la gestione delle emergenze.

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  4. Quindi l’Anas manda una Pec il giorno prima, l’indomani anche senza aver ricevuto l’autorizzazione inizia i lavori? Un applauso! Ecco la conferma che fa capire in che mani siamo.
    In Italia uno si alza la mattina e fa ciò che vuole. E recitano legalità.

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