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Giornata territoriale per le vittime degli incidenti sul lavoro, l’Anmil di Ragusa chiarisce lo spirito dell’iniziativa

Una ricorrenza volta a promuovere i diritti delle vittime del lavoro e per garantire una più valida tutela della salute dei lavoratori. “La Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro” affonda le sue radici nella storia dell’Anmil. Il comitato esecutivo dell’associazione, nella riunione tenuta a Firenze il 26 novembre 1950, deliberò che il 19 marzo di ogni anno sarebbe stata celebrata in tutta Italia la “Giornata del Mutilato del Lavoro”, e che in tale occasione sarebbero stati consegnati i distintivi d’onore e i brevetti ai grandi invalidi. La prima “Giornata Nazionale del Mutilato” si tenne dunque a Roma il 19 marzo 1951 e per l’occasione, il giorno precedente l’allora presidente nazionale Anmil Bartolomeo Pastore tenne un discorso di presentazione dell’iniziativa alla radio, fatto di eccezionale rilevanza per l’epoca. Lo scopo era quello di ricordare all’opinione pubblica, alle istituzioni e alle forze politiche la necessità di concentrare la propria attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e di garantire la giusta tutela alle vittime del lavoro e alle loro famiglie. Con direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 24 aprile 1998 tale ricorrenza è stata istituzionalizzata su richiesta dell’Anmil nella terza domenica di maggio; successivamente, con direttiva del 7 marzo 2003, la Giornata è stata differita alla seconda domenica di ottobre di ogni anno. Quest’anno la 69esima edizione si terrà domenica 13 ottobre a Palermo. Il capoluogo siciliano è stato scelto per la manifestazione nazionale. Domani, invece, a Santa Croce Camerina si terrà la seconda Giornata territoriale iblea promossa dalla sezione ragusana dell’Anmil. Il raduno dei partecipanti alle 10,30 in piazza Giovanni Battista II Celestri e poi si seguirà il programma della giornata già reso noto nei giorni scorsi. “Lo spirito della Giornata – afferma la presidente Anmil Ragusa, Maria Agnello – è rimasto invariato in oltre mezzo secolo, sebbene si sia arricchito di nuove, legittime istanze: oggi costituisce un doveroso momento di riflessione sul sacrificio di chi ha perso la vita nello svolgimento della sua professione, nonché un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore”.

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