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Su quanto accaduto in queste ultime settimane nel mondo universitario. Riceviamo e pubblichiamo

Assistiamo, sempre più increduli, a scandali che coinvolgono la nostra Bella Penisola. Adesso è stata la volta dell’università, una (a mio modesto avviso) delle istituzioni più importanti di uno Stato, visto che possiede l’arduo compito di formare la nuova classe dirigente. Questi, purtroppo, sono i danni del potere, e dei soggetti che ne sono dotati, che pur di predominare, riescono a scendere a patti, anziché essere onorati dei ruoli di prestigio che ricoprono. Ci troviamo in un sistema dove, ormai, i valori morali rivestono un ruolo secondario e questo a nostro discapito; ma ancora (forse) non ce ne rendiamo conto, o meglio, non vogliamo rendercene conto. Tali clamori non fanno altro che svilire la figura dello Stato, non solo a livello internazionale (cioè statuale), ma anche a livello nazionale, facendo credere “all’italiano medio” che sia corretto delinquere, visto che i “potenti” lo fanno.
Le nuove generazioni, quindi, abbiamo un compito molto importante e allo stesso tempo difficile, cercare di modificare il sistema, facendolo diventare il più trasparente, leale e meritocratico possibile. Quindi vi chiedo: ve la sentite di spezzare il cordone ombelicale con la complicità e iniziare a rimboccarsi le maniche per cambiare?
Piergiorgio Ricca

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