
“La scommessa che abbiamo portato avanti in provincia di Ragusa, sia nella fase di scelta della candidatura, sia nell’investitura della candidatura stessa con l’individuazione di Pietro Bartolo, si riempie di un significato politico molto profondo. La partita è stata giocata e vinta. Il 7 maggio abbiamo voluto fortemente Bartolo a Ragusa ed in provincia. E da lì è stato un crescendo. Tanti i consiglieri comunali, gli amministratori, le associazioni politiche e sociali, i rappresentanti del terzo settore, ma soprattutto tanti i cittadini che hanno apprezzato con entusiasmo la serietà della proposta politica del medico di Lampedusa. Un crescendo rafforzato, nella fase organizzativa, dall’autorevole sostegno fornito dai tre sindaci di Chiaramonte, Pozzallo e Scicli”. Sono le dichiarazioni che arrivano dal consigliere comunale Mario D’Asta, componente dell’assemblea regionale del partito oltre che presidente della commissione Trasparenza a palazzo di Città, dopo i risultati molto importanti che a Ragusa, così come nel resto dell’area iblea, hanno fatto volare il medico di Lampedusa, inserito nella lista del Partito Democratico-Partito Socialista Europeo-Siamo Europei.
“Bartolo, dopo Salvini, e, ahimè, questa è l’unica nota stonata – continua D’Asta – risulta il candidato eletto più votato della provincia iblea. Significa che in questa provincia esiste una visione di società diversa da quella della Lega, una visione di società più umana e solidale. Un risultato, quello di Bartolo, che ha contribuito in maniera determinante, in provincia di Ragusa, a fare raggiungere percentuali straordinarie del Partito Democratico nel panorama regionale. Sembra che questo aspetto sia stato incredibilmente sottaciuto, omesso e bypassato come se nulla fosse. E invece credo che onestà intellettuale imporrebbe una riflessione un po’ più ampia sia nelle dichiarazioni, nella valutazione complessiva del voto, ma anche nella articolazione del partito per come si organizza e presenta nella sua proiezione esterna. Un elettore su due in provincia ha votato Bartolo. 9.004 in provincia, quasi 3.000 a Ragusa. Ovviamente tutti i candidati vanno ringraziati, ma con Bartolo in provincia di Ragusa si è andato oltre, da una parte creando uno spirito unitario del centrosinistra, dall’altro ottenendo una valanga di consensi che dovrebbero fare riflettere”.
“Il rammarico – prosegue D’Asta – è che altre anime del partito, mi riferisco soprattutto a quella dell’establishment, abbiano deciso di proseguire lungo la strada dell’autoreferenzialità che, purtroppo, come abbiamo potuto notare, non ha convinto l’elettorato. La candidatura di Bartolo, invece, strapremiato dagli elettori e su cui, con diversi punti di riferimento in provincia, abbiamo convintamente puntato l’attenzione, tanto da organizzare le presentazioni del candidato in vari ambiti della provincia, apre la strada a un nuovo modo di ripensare e riorganizzare il centrosinistra. E’ questa l’unica strada possibile per offrire un’alternativa credibile al populismo grillino e al sovranismo delle Destre. Una cosa, da adesso, è certa. Noi ci siamo e vogliamo proseguire lungo questa strada”.
“Ringrazio le diverse componenti istituzionali e non del Pd – dice ancora D’Asta – Art. 1, le associazioni politiche come Ragusa Prossima e Ragusa Bene Comune, le associazioni culturali, sociali e civiche, per avere sposato il “progetto Bartolo”, una idea di buona politica e di speranza – afferma D’Asta – ringrazio i sindaci di Pozzallo, Roberto Ammatuna, Scicli, Enzo Giannone, e Chiaramonte, Sebastiano Gurrieri, per avere condiviso questo importante percorso. Ringrazio, naturalmente, gli elettori, in molti sia quelli di Ragusa che della provincia, i quali hanno percepito nella maniera migliore quale poteva essere il senso della proposta. Adesso auspico che questo percorso possa aprire a nuovi scenari, possa rappresentare la base di partenza per un nuovo modo di fare politica in casa del centrosinistra. E’ chiaro che, adesso, una riflessione interna è necessaria, servono segnali di discontinuità e di cambiamento, serve ritrovare la strada del confronto, ma non si può continuare a mettere la testa sotto la sabbia. Gli elettori hanno scelto, ancora una volta. Quando il partito candida persone credibili, costruisce progetti validi, le risposte sono evidenti. Diversamente quando esiste un partito arroccato, non più connesso al “sentimento” delle persone, delle comunità, anche in quel caso gli elettori sono chiari bocciando le proposte”.
“Adesso, alle porte di un’altra sfida, vale a dire quella delle provinciali – prosegue il rappresentante del Pd – serve ascoltare tutti, serve continuare sulla strada del centrosinistra, serve una regia ampia ed inclusiva che rilanci la proposta di una scelta coerente con quella che ci hanno affidato gli elettori che chiedono coerenza, credibilità, proposte e unità. Non bisogna insistere su strade sbagliate che più volte sono state bocciate dagli elettori. Oggi abbiamo una occasione unica. Quella di potere ripartire con un metodo che si è rivelato vincente e che ci consegna una grande responsabilità: fare in modo che possa essere rispettata la visione del mondo che abbiamo chi crede nei valori del centrosinistra”.