Sollecitato il sequestro del Palazzo di Giustizia di Ragusa

Sollecitato il sequestro del Palazzo di Giustizia di Ragusa. La provocatoria iniziativa è dell’avvocato penalista modicano, Carmelo Scarso, che ha scritto al Procuratore della Repubblica e al Prefetto riferendosi alle denunciate carenze strutturali del “palazzaccio” sotto l’aspetto della sicurezza. “La struttura di Via Natalelli – scrive Scarso – è notoriamente non antisismica, insiste in un territorio ad altissimo rischio sismico, inadeguata alle esigenze di di sicurezza e antifortunistiche, insomma notoriamente pericolosa. Tali rischi sono ben noti agli uffici preposti e anche alla sede centrale e locale del Dipartimento di Protezione Civile nonche alla Prefettura di Ragusa ma non è stato adottato alcun rimedio nè preventivo nè operativo”. Il penalista nella sua nota fa riferimento ad episodi gravi che hanno portato alla chiusura del Tribunale di Bari e di un considerevole numero di scuole a Messina.

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8 commenti su “Sollecitato il sequestro del Palazzo di Giustizia di Ragusa”

  1. I palazzi di giustizia notoriamente sono tutti pericolosi … soprattutto quando danno corso a processo che non dovrebbero mai iniziare e dopo si appellano pure….

  2. Vorrei sapere: quando è stato costruito l’edificio, come può non rispettare le norme antisismiche?
    quanti altri edifici pubblici non rispondono alle medesime norme e come si intende intervenire per rimediare?
    immagino che la maggior parte delle scuole siano state realizzate negli anni ’70-’80 come il tribunale…

  3. A Poli.
    La struttura giudiziaria di Ragusa non è stata costruita nel rispetto delle norme antisismiche per la semplice ragione che al tempo non c’erano norme in materia da rispettare.
    I suoi stessi rilievi li fece a suo tempo, alla presenza del Ministro del tempo Cancellieri, il Dott. Birritteri, Dirigente ministeriale e coordinatore della riforma relativa alla geografia giudiziaria. Io risposi che la struttura giudiziaria di Ragusa sul territorio aveva una alternativa ed una soluzione che altri edifici pubblici non avevano e non hanno. Lei pensa che un terremoto sarà campanilista ?
    Saluti
    Carmelo Scarso

  4. Tutto ebbe inizio nel 2012 :
    Una giornalista locale , dovendo redigere un articolo , si rivolse ad un collega per un parere tecnico – pratico sui Tribunali di Modica e Ragusa .
    il”collega”, preparato ed edotto di Protezione Civile fece subito riferimento alla”VULNERABILITA” del territorio Ibleo vista l’elevato Rischio Sismico .
    Si soffermò in particolare sul Tribunale di Ragusa , e sulla sua “vulnerabilità”.
    Senza omettere a quali conseguenze si andava incontro nel territorio , nelle probabili more di un ritorno di
    “Big One” (evento sismico pari o superiore alla magnitudo dell’evento del 1693).
    La giornalista penso bene di sentire un avvocato del Foro di Modica , e Carmelo Scarso disse la sua . . ed ancora continua (Ben Fa . .) .

  5. >> Giuseppe Zamberletti non è uno qualunque. Sì, certo, è un politico, ma non solo: è anche uno studioso, nonchè il padre fondatore della Protezione Civile Italiana. Ancora oggi è presidente dell’Ispro (Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile). E’ di Varese, ma ha la Sicilia nel cuore e nel 1984, quando era Ministro alla Protezione Civile del Governo Craxi, lanciò un monito chiaro e preciso: “se si verificasse un terremoto distruttivo nella Sicilia orientale, morirebbero almeno 50 mila persone“.

    >> Nel 1984 Zamberletti andò a Catania per un’esercitazione della Protezione Civile: doveva essere simulato un terremoto come quello del 1693, “ma appena entrai nella sala operativa della Prefettura salutai tutti e feci per andare via: Ehi, dissi, io vi saluto ragazzi, qui alla prima scossa crolla tutto, altro che coordinamento dei soccorsi…” ha spiegato nell’intervista. “Purtroppo nonostante siano passati più di 25 anni da quel 1984, oggi devo confermare quanto dissi allora. La Sicilia orientale in Italia è come la California per gli Stati Uniti. Lì si aspetta il Big One, il grande terremoto, e qui da noi il Big One atteso è quello della Sicilia orientale. In tutti questi anni non è stato fatto nulla per attenuare questo rischio, per prevenire il terremoto. Purtroppo nel nostro Paese non c’è la cutura della prevenzione: passata l’emozione del momento, tutti si dimenticano delle catastrofi, e non è solo colpa dei politici perchè spesso sono anche i cittadini a non volerne sapere. Quando nel 1984 dissi quella famosa frase sui 50 mila morti, in cui volevo solo rendere l’idea della portata di un possibile terremoto devastante per sensibilizzare un pò tutti a questo tema, creai un caso, ne venne fuori uno scandalo. Chi mi vedeva faceva le corna, gli scongiuri … io rispondevo che il terremoto non si batte con il fatalismo, ma solo con la prevenzione“.

    >> Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2011/10/terremoti-la-sicilia-orientale-e-la-california-ditalia-li-ci-aspettiamo-il-nostro-big-one/91781/#4eCOHmZpidzKAVb2.99

  6. Sulla situazione degli edifici pubblici che hanno urgente bisogno di essere visionati, come si sta facendo con le scuole, anzi con le scuole i sindaci vengono rinviati a giudizio, come è accaduto di recente all’ex Sindaco Antonello Buscema, si dovrebbe continuare a fare ispezioni negli ospedali e in tutti gli uffici pubblici, visto e considerato che questa ex provincia si trova in zona rossa. Nel caso del tribunale di Ragusa si è detto e scritto in tutte le direzioni e con tutte le salse con il risultato che per non assumere provvedimenti drastici, tutti si girano dall’altra parte e si aspetta la calamità per parlare a posteriore di prevenzione. Se il tribunale di Ragusa fosse stato gestito da un privato cittadino a quest’ora sarebbe stato chiuso già da anni, anche anche questo è un esempio di come si gestisce la giustizia in questo Paese. In Italia diversamente da come sta scritto nelle aule delle udienze, “la legge è uguale per tutti” non corrisponde al vero infatti pur con tutti i rilievi enunciati Protezione Civile, Spresal, Vigili del Fuoco, mancanza di vie di fuga, lavoratori ammassati in stanze anguste e corridoi pieni di armadi, criticità strutturali denunciati sia dal Presidente del Tribunale che dal Procuratore della Repubblica, il ministero informato, tutti dico tutti si girano dall’altra parte e quindi le regole non vengono applicati per tutti. Il tribunale viene frequentato giornalmente oltre gli operatori, giudici, avvocati, anche da migliaia di cittadini che si recano nel Palazzo per le udienze, per richiede certificazioni o per testimoniare. Detto ciò chi ha responsabilità penso non debba dormire tranquillo e gli eventi che si sono succeduti dopo lo scarica barile del Ponte di Genoa, deve servire da monito affinchè le cose non devono accadere, si attivi la prevenzione per evitare catastrofe lutti e passerelle commemorative. Parole al vento.

  7. @ Poli :
    Le ricordo che in Italia chi sta nella Legge e professa la Verità spesso lo si definisce”terrorista” .
    “Cassandrista”se fa e promuove la Prevenzione .

    Inoltre se dai della meretrice ad una donna seria , questa si gira e se ne va . . ma prova a rivolgere lo stesso ad una poca seria , come minimo ti querela e/o ti manda il”protettore”.

    A me va bene fare del”sano terrorismo”nei confronti di tanti arroganti fuorilegge . . .

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