Hanno chiesto di patteggiare la pena i fratelli vittoriesi Giuseppe e Massimo Scollo, e la loro madre, Rosetta Miccichè, difesi dall’avvocato Giuseppe Nicosia, comparsi davanti al giudice
monocratico del Tribunale di Ragusa, Ivano Infarinato, per rispondere di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il difensore dei tre congiunti ha concordato col pubblico ministero Andrea Sodani la pena a di 5 mesi e 10 giorni, con la sospensione e la non menzione, beneficiando delle attenuanti generiche.
Il giudice Infarinato deciderà il prossimo 28 giugno. La mattina del 23 gennaio 2017 l’avvocato Antonio Franconi si presentò, su ordine del giudice, Fabrizio Cingolani, senza
preavviso (come vuole la norma) e scortato da agenti di polizia municipale si portò, in qualità di ufficiale giudiziario nella casa degli Scollo in seguito alla vendita dell’immobile all’asta. Quella mattina scoppiò il finimondo in via San Martino, tanto che l’ufficiale giudiziario decise di sospendere l’esecuzione per evitare problemi di ordine pubblico, su invito anche di Mariano Ferro e Angelo Giacchi, in rappresentanza del movimento Forconi, e di Maurizio Ciaculli, rappresentante di Riscatto. All’arrivo dell’ufficiale giudiziario e delle
forze dell’ordine, i fratelli Scollo si lasciarono andare a forme di intemperanze nei confronti dell’ufficiale giudiziario, mentre la loro madre lanciò dal terrazzo una bottiglia di alcol incendiata, subito spenta con un estintore.
Furono momenti di panico, ma per fortuna la situazione poco dopo si sedò anche per la calma e il buon senso dell’avvocato Franconi che decise di rinviare ad altra data l’esecuzione dello sfratto.
L’episodio, però, fu stato segnalato alla Procura della Repubblica e la famiglia Scollo è finita sotto processo. L’ufficiale giudiziario e l’Ordine degli Avvocati di Ragusa, sono costituiti parte civile con gli avvocati Michele Sbezzi e Ignazio Galfo, i quali hanno deciso di non richiedere risarcimento danni. Lo sfratto della casa dei fratelli Scollo, due appartamenti ad angolo più garage a pianterreno di circa 300 metri quadri, è ancora al vaglio di indagini
nei confronti di una Spa inglese, rappresentata da un italiano, per accertare se vi siano irregolarità procedurali nell’aggiudicazione dell’asta.
Sarebbero in corso anche trattative fra i legali delle due parti per addivenire a un possibile accordo in modo tale da salvare l’immobile e riconsegnarlo alla disponibilità dei proprietari originari, Massimo e Giuseppe Scollo e la madre.





