
Giorni passati il Sindaco di Ragusa citò il paradosso di Tocqueville per disciplinare coloro che non erano d’accordo con il suo governo. L’effetto Tocqueville è uno strumento analitico per comprendere certe dinamiche di malcontento sociale. Considerarlo una verità nel caso della piccola città di Ragusa è un errore, molto frequente nel Sindaco. Come quello di Caravaggio, o l’avete già dimenticato?
Quello che il Sindaco non dice è che l’effetto Tocqueville è stato usato da varie dittature per allentare le tensioni sociali. Lo scià d’Iran e la rivoluzione islamica del 1970 o la rivoluzione messicana del 1910 contro Porfirio Diaz, solo per citare alcuni esempi. Non intendo dire che l’amministrazione della città sia una dittatura, intendo dire che il signore Cassì (io separo sempre l’uomo dal personaggio) deforma il Paradosso di Tocqueville per fare propaganda dellasua triste gestione amministrativa. Ipotecare la città per decenni per costruire un parcheggio nella sua amata Ibla, è anche il paradosso di Tocqueville? Intanto in diverse strade della città e di Marina di Ragusa sembra che sia passata la Lutfwaffe bombardando con passione (via Ottaviano, per esempio) La stessa passione con cui difendono il pubblico/privato (cioè che a loro paga il pubblico ma consegnano la città ai privati) La stessa passione con cui disprezzano la cultura (e si vantano di questo) Citare il Paradosso di Tocqueville per accusare la dissidenza di criticare è sintomo inequivocabile di immaturità, non solo del Sindaco, ma anche dell’intera comparsa. Per chi è interessato a leggere Tocqueville davvero ci sono 3 buoni libri. Memoria del Pauperismo (1835/1837) La democrazia in America (1835) e L’antico regime e la rivoluzione (1856) Alexis de Tocqueville nacque a Parigi ed è stato un pensatore molto delicato, con una forma di ragionamento squisita, citarlo in un Consiglio Comunale per controllare chi non è d’accordo su come si governa la città è come voler uccidere mosche con una cannonata.
La discussione è il migliore sport, diceva Michel de Montaigne, sempre che si possa argomentare.
Ruben Ricca
(regista e autore)


