
Ragusa, 15 settembre 2026 – Avviare già oggi la programmazione del “dopo PNRR”, individuando risorse, progetti e tempi certi per assicurare continuità agli investimenti pubblici ed evitare che, al termine dell’attuale ciclo straordinario, il settore delle costruzioni si trovi ad affrontare un brusco vuoto di mercato.
È la richiesta che ANCE Ragusa rivolge alle istituzioni e agli enti competenti. L’obiettivo è costruire una prospettiva pluriennale capace di sostenere non soltanto le grandi infrastrutture, ma anche gli interventi diffusi sul territorio, fondamentali per le comunità e maggiormente accessibili alle piccole e medie imprese locali.
«Il dopo PNRR non può essere affrontato quando le risorse saranno ormai terminate: deve essere programmato adesso – dichiara il presidente di ANCE Ragusa, Giorgio Firrincieli –. Negli ultimi anni il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha garantito flussi eccezionali di investimenti pubblici, difficilmente ripetibili nel medio e lungo periodo. Occorre intervenire per tempo, affinché alla conclusione di questa fase non segua un brusco ridimensionamento del mercato».
La richiesta nasce dall’analisi condotta dall’Osservatorio Appalti di ANCE Ragusa sull’andamento delle opere pubbliche in provincia. Dal 2016 all’11 settembre 2026 sono stati rilevati appalti per un valore complessivo di 1 miliardo e 298 milioni di euro.
L’analisi distingue gli interventi inferiori alla soglia di 5,5 milioni di euro, ricondotti al “mercato ordinario”, dalle opere di maggiore importo. Dei complessivi 1,298 miliardi monitorati, 458,4 milioni di euro riguardano il mercato ordinario, pari al 35,3%, mentre circa 840 milioni sono riconducibili alle grandi opere, che rappresentano il 64,7% del totale.
I dati evidenziano, dunque, quanto il volume complessivo degli appalti provinciali sia condizionato dalla presenza, nei singoli anni, di pochi grandi interventi infrastrutturali. Nel 2017 e nel 2020, ad esempio, non sono state rilevate opere superiori alla soglia di 5,5 milioni, mentre nel triennio 2021-2023 il loro peso si è mantenuto sempre oltre il 76% del mercato: 78,4% nel 2021, 79,7% nel 2022 e 76,5% nel 2023.
Proprio il ciclo 2021-2023 si conferma eccezionale anche separando le grandi opere dal resto del mercato. In questi tre anni, infatti, il mercato ordinario ha raggiunto una media annua di 61,9 milioni di euro, più del doppio rispetto ai 25,6 milioni annui registrati mediamente nel quinquennio 2016-2020. Il dato dimostra che la spinta degli investimenti non ha riguardato soltanto i grandi cantieri, ma ha prodotto effetti significativi anche sul tessuto ordinario degli appalti.
Dopo il picco del 2023, quando il mercato ordinario ha raggiunto 91,9 milioni di euro, nel 2024 si è verificata una discesa a 41,3 milioni. Il 2025 ha segnato una nuova ripresa, con 72,2 milioni di euro e un incremento del 74,9% rispetto all’anno precedente.
Nel 2026, alla data dell’11 settembre, risultano già registrati appalti per 130,6 milioni di euro. Di questi, 99,5 milioni derivano da grandi interventi, pari al 76,2% del totale, mentre il mercato ordinario si attesta a 31,1 milioni. Anche il dato dell’anno in corso conferma, quindi, come un valore complessivo elevato possa dipendere in larga misura da poche opere di notevole importo.
«Le grandi infrastrutture sono strategiche e indispensabili per colmare il divario che ancora penalizza il nostro territorio – aggiunge Firrincieli – ma non possono rappresentare l’unico motore del settore. Occorre garantire un flusso costante di opere diffuse, manutenzioni e interventi di dimensione media e piccola. È questo mercato ordinario ad assicurare maggiore continuità alle imprese locali, all’occupazione e all’intera filiera delle costruzioni».
Per ANCE Ragusa servono, dunque, progettazione, risorse e tempi certi, insieme a una programmazione pluriennale che consenta alla provincia di farsi trovare pronta dopo la conclusione del PNRR. La sfida è trasformare la fase eccezionale degli ultimi anni in una politica strutturale degli investimenti pubblici, evitando nuovi vuoti e assicurando continuità allo sviluppo del territorio.
I dati dell’Osservatorio riguardano gli appalti di importo superiore a 30mila euro pubblicati attraverso le fonti monitorate e non comprendono gli affidamenti con procedura negoziata non oggetto di pubblicazione. Il quadro rappresenta, pertanto, il mercato intercettato attraverso la metodologia dell’Osservatorio e non la totalità degli investimenti pubblici effettivamente affidati.


