
Modica, 10 agosto 2026 – Ad oltre tre mesi dallo svolgimento del Consiglio comunale aperto sul futuro del centro storico di Modica, l’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Ragusa traccia un primo bilancio del tavolo tecnico.
Pur nella consapevolezza che il confronto istituzionale avrebbe meritato sin dall’inizio un approccio maggiormente tecnico e specialistico, l’Ordine professionale ha scelto di partecipare ai lavori con spirito di servizio. Una presenza costante garantita in prima persona dalla vicepresidente, l’architetto Federica Cavallo, che ha alimentato un dialogo continuo con l’amministrazione comunale, i comitati dei cittadini e le varie associazioni di categoria del territorio. Tuttavia, nel corso dei diversi incontri svolti finora, sono emerse in maniera prevalente criticità legate alla mera gestione quotidiana del cuore della città. Problematiche senza dubbio centrali per la vita dei residenti, ma che — secondo i professionisti — dovrebbero trovare risposte e soluzioni all’interno dell’ordinaria attività amministrativa della macchina comunale.
Per tale motivo, l’Ordine ha ritenuto indispensabile fare chiarezza e riposizionare la discussione su un respiro programmatico di più ampie vedute. È stato quindi rivolto un invito accorato a tutti gli attori coinvolti per interrogarsi su quale modello di città si intenda concretamente edificare nei prossimi anni. In quest’ottica, è stata richiesta la convocazione dell’assessore all’Urbanistica — invito che viene rinnovato al nuovo assessore appena insediatosi — al fine di conoscere in modo trasparente gli avanzamenti dell’iter procedurale per la redazione del Piano urbanistico generale (PUG).
Parallelamente, un gruppo di lavoro interno nato in seno al tavolo tecnico — che vede affiancati l’architetto Cavallo, per l’Ordine, il Collegio dei Geometri, l’Ordine degli Ingegneri, Confcommercio e Cna — ha elaborato un documento strategico. Il testo fissa le linee guida fondamentali per la realizzazione della nuova Zona a traffico limitato (Ztl), pensata per muovere i primi passi su corso Umberto I ma progettata per estendersi al resto del perimetro urbano.
La proposta, formalmente inoltrata all’amministrazione di palazzo San Domenico, risponde all’esigenza primaria di coniugare la tutela del patrimonio architettonico, la sostenibilità ambientale e la sicurezza stradale con la vitalità economica delle attività commerciali. L’intento è trasformare l’introduzione della Ztl da potenziale motivo di scontro in un reale volano di rigenerazione urbana. A monte della visione dell’Ordine vi è infatti la convinzione che, per invertire la rotta dello spopolamento, sia necessario accrescere il valore percepito dell’abitare in centro: solo potenziando strutturalmente i vantaggi della vita nel centro storico — in termini di vivibilità, sicurezza, qualità dello spazio pubblico e mobilità integrata — sarà possibile compensare i fisiologici disagi logistici e incentivare una rinnovata e forte residenzialità. Per conciliare la vivibilità dei residenti con le esigenze del tessuto produttivo, la proposta individua un assetto viario adattivo e graduale. Il modello si basa sull’alternanza di fasce orarie di libera percorrenza e sulla gestione snella dei transiti operativi tramite pass temporanei digitalizzati, preservando al contempo le isole pedonali esistenti. A garanzia della sicurezza, viene introdotto il limite di velocità a 30 km/h in tutto il centro storico, affiancato da un concreto potenziamento dei parcheggi e dei servizi di mobilità integrata per sostenere chi vive e lavora nel cuore della città.
Tra le proposte ad impatto immediato per il decoro urbano, l’Ordine ha sollecitato la regolamentazione dei distributori automatici h24. Attività prive di presidio umano a garanzia della sicurezza, che vendono alcolici in vetro (anche a minori), creano concorrenza sleale ai negozi tradizionali e generano inquinamento acustico e luminoso in contrasto con il contesto storico.
In conclusione, l’Ordine dei professionisti intende ribadire la natura del tavolo tecnico: una risorsa preziosa al servizio dell’Amministrazione per rilevare le emergenze e proporre soluzioni, nei limiti dei ruoli istituzionali, del codice deontologico e del rispetto della dignità professionale. Resta però aperto l’interrogativo cruciale rivolto all’intera comunità, agli amministratori e a tutti i cittadini modicani: «Come immaginiamo il centro storico e la città di Modica fra dieci anni?».



5 commenti su “Centro storico a Modica: il primo bilancio dell’Ordine degli Architetti a tre mesi dal Consiglio comunale aperto”
Se interpreto bene la situazione, ciò comporta ulteriori tasse sotto forma di permessi necessari ai residenti per raggiungere in auto la propria abitazione. Presumibilmente, chi non è residente in Italia (come me, che ho investito nella riqualificazione di Modica per amore della città) non potrà arrivare a casa propria in auto, dato che ai cittadini stranieri vengono imposte pesanti restrizioni praticamente su tutto. Sappiamo tutti quanto sia difficile trasportare qualsiasi cosa da e verso un’abitazione situata in una posizione disagevole. Non capisco in che modo possa essere d’aiuto scoraggiare l’acquisto di una casa e far pagare per questo privilegio; mi sembra una logica decisamente controproducente. Avrebbe più senso prevedere parcheggi gratuiti per i residenti nelle zone periferiche e un servizio di autobus gratuito.
La soluzione sono le Ztl programmate?
E del patrimonio architettonico che ne facciamo? Lo lasciamo al declino?
Per saperlo!!!
F.
L’Ordine dei Professionisti per capire e fare capire come ridare vivibilità al centro storico? Manca la capacità amministrativa e non c’è bisogno della zingara per capire che i disastro è stato svuotare il centro storico da servizi e scuole e disseminarli con grave disagio Oltre a togliere prestigio hanno realizzato solo un danno economico e degrado alla Città.Le librerie,le cartolerie e tutto l’indotto che animava il centro , popolava anche i quartieri intorno.Ripristinare è dare la dignità persa a tutto che ruota intorno .Eliminare i bivacchi insulsi e pericolosi per l’immagine e la sicurezza, rendere pulito l’ambiente e scoraggiare la maleducazione e l’arroganza di tanti che deturpano.Altro che tagliare nastri….o dare titoli in inglese alle iniziative! stride con la realtà che non si vuole, non si sa vedere e non si ha capacità di intervenire! Vogliamo dire del pericoloso degrado del cimitero ? Vergognoso togliere dignità a questo luogo ! Vogliamo guardare alla pericolosa fatiscenza strutturale del ponte Mi-Pa ? Ma di che si vuole dire ? Le piazzette che hanno trasformato la storica immagine dei luoghi senza funzionalità?
Ma una zona Ztl per comprare le calamite la cioccolatta o vedere gli extraturisti con i piedi sulle.panchine?
Credo che siamo ancora troppo lontani da una bozza su cui lavorare. A per concludere il tempo vola…….
Non so quanti professionisti ne sappiano di “problem solving”..
E poi bisogna tener conto dei voleri del signor8..
Di Gnaziu no problem, lo faranno fuori ( politicamente )..ed i suoi scagnozzi si disperderanno..
Poi Madre Natura, potrebbe scombinare il TUTTO..