
Ragusa, 16 luglio 2026 – Il dibattito sulla viabilità della Sp25 Ragusa–Marina torna ad accendersi, e lo fa con un elemento che non può essere ignorato: il cantiere dell’elettrodotto Interconnect Malta, che avrebbe dovuto essere chiuso il 10 luglio, è ancora aperto. A confermarlo non sono le polemiche, ma un sopralluogo effettuato ieri mattina. «Ieri, 15 luglio, ho voluto verificare personalmente la situazione», spiega Firrincieli, «e purtroppo ciò che ho visto dimostra che quella previsione di chiusura era del tutto irrealistica».
Ripercorrendo la Ragusa‑Mare, la situazione è evidente: sulla carreggiata principale sono ancora presenti le strisce di cemento provvisorio che coprono gli scavi, non riasfaltate. Operai e mezzi continuano a lavorare, soprattutto nei fuoristrada laterali e nelle aree di bordo strada. «Non si tratta di interventi marginali», sottolinea Firrincieli, «perché anche questi lavori, seppur meno invasivi di quelli sulla carreggiata, rappresentano comunque un disagio e un potenziale pericolo per la circolazione, soprattutto in piena stagione estiva».
Il 2 luglio, di fronte alle code interminabili e ai disagi quotidiani, Firrincieli aveva proposto una soluzione di buon senso: sospendere i lavori nei mesi di luglio e agosto, rimandando il completamento a fine stagione. La Presidente del Libero Consorzio aveva risposto escludendo la sospensione e garantendo la chiusura definitiva del cantiere entro il 10 luglio. «Non era una polemica politica», ribadisce oggi Firrincieli, «ma una valutazione basata sull’evidenza che i lavori non potevano essere chiusi entro quella data. E i fatti lo dimostrano».
Il consigliere insiste sul carattere costruttivo della sua posizione. «Non cerchiamo meriti, non cerchiamo bandierine. Non mi interessa dire “avevamo ragione noi”. L’unico obiettivo è che la SP25 sia una strada sicura e scorrevole, senza calvari quotidiani per pendolari, lavoratori e turisti che raggiungono la costa». Da qui, alcune domande che Firrincieli rivolge direttamente alla Presidente del Libero Consorzio: «Vorremmo sapere quali siano le reali motivazioni tecniche che hanno impedito il rispetto della scadenza del 10 luglio. E soprattutto perché si sia scelto di asfaltare i fuoristrada laterali invece di procedere subito alla riasfaltatura della carreggiata principale, che resta incompleta». Domande che non cercano scontro, ma chiarezza. «Siamo certi che l’attenzione per il territorio debba prevalere sulle divergenze politiche», conclude Firrincieli. «Per questo attendiamo risposte chiare e dettagliate, così come avvenuto nel primo confronto a inizio mese».


