
Scicli, 15 luglio 2026 – La vicenda dell’adozione del PUG (Piano Urbanistico Generale) a Scicli si sta trasformando in una delle più intricate e controverse storie politiche degli ultimi anni. Per una città, non approvare il PUG comporta un blocco dello sviluppo strategico e la perdita di finanziamenti.
Ma a Scicli, questa definizione al momento resta solo sulla carta. Sulla delicata controversia politica, interviene anche l’ex assessore del Comune di Scicli, Guglielmo Scimonello, per esprimere il proprio pensiero: “Nessuno sembra preoccuparsi del futuro delle prossime generazioni. Il Pug, deve essere occasione e momento di condivisione in un’ottica di crescita della comunità tutta e non può essere certamente tema relegato alle decisioni di singoli gruppi. Secondo l’idea di Scimonello, le colpe e le responsabilità sulla bocciatura del PUG sono chiare: superficialità e fallimento del Sindaco e miopia dei politici della minoranza. Il Sindaco ha gestito il piano in modo molto superficiale. Non ha coinvolto i cittadini nè le associazioni di categoria. Ha portato in aula un progetto debole e senza un vero confronto pubblico. Ha fallito nel suo compito di guida e non è riuscito a unire il consiglio su un tema vitale per il bene di Scicli. Un sindaco – aggiunge Scimonello – che sa di non avere più una maggioranza in consiglio, prima del voto, avrebbe dovuto cercare una mediazione politica per costruire un’intesa preventiva sul PUG con la sua ex maggioranza (ridotta a soli quattro consiglieri) e, idealmente, con le opposizioni per evitare spaccature. La bocciatura del PUG, – prosegue – palesa una responsabilità di natura politica e amministrativa che ricade sull’intera Giunta comunale (in primis il Sindaco) e sui consiglieri di maggioranza. Se il PUG viene bocciato in Consiglio Comunale o si arena prima dell’approvazione, l’organo politico fallisce un obiettivo programmatico fondamentale, generando una sconfitta che apre una crisi istituzionale che solitamente porta allo scioglimento dell’amministrazione.
Dall’altra parte, – ribadisce Scimonello – i consiglieri di minoranza hanno dimostrato grande superficialità. Hanno scelto la via dell’astensione, bloccando anche la fase iniziale del piano. Hanno fatto prevalere gli interessi di parte rispetto al bene comune. Bloccare lo sviluppo di Scicli solo per fare un dispetto politico è un atto grave contro tutti i cittadini e reca un grave danno allo sviluppo della città. Ora il futuro di Scicli resta in bilico. Questa bocciatura dimostra come la politica locale pensi troppo ai giochi di potere e poco al bene comune. A pagare le spese di questi comportamenti – chiarisce Scimonello – sono i cittadini e le imprese, che restano senza regole certe per il futuro. È necessario un cambio di rotta. La politica deve smetterla con le ripicche. Le scelte per il territorio di Scicli richiedono serietà, confronto e una visione chiara che oggi è mancata.


