
Ragusa, 19 giugno 2026 – “Abbiamo effettuato un sopralluogo documentato con foto e video presso le aree di attesa della Protezione Civile A61a, nella zona compresa tra via Sandro Pertini e via Giuseppe Saragat, e A61b, in via Madre Teresa di Calcutta. Si tratta di punti individuati dal Piano Comunale di Protezione Civile per l’accoglienza e l’assistenza della popolazione in caso di emergenze o eventi calamitosi. Quello che abbiamo trovato è l’ennesima fotografia del degrado che avanza: erba alta, vegetazione incolta e uno stato di abbandono che mal si concilia con la funzione che quelle aree dovrebbero svolgere”, dichiarano il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa, Peppe Calabrese, e i consiglieri comunali Giuseppe Podimani e Mario Chiavola.
“La domanda è semplice: se domani dovesse verificarsi un’emergenza, è così che l’Amministrazione comunale pensa di accogliere i cittadini? Perché la Protezione Civile non è soltanto un cartello affisso su un palo. La Protezione Civile è programmazione, manutenzione, controllo e rispetto delle norme di sicurezza. Significa garantire che i luoghi individuati per la gestione delle emergenze siano realmente efficienti, accessibili e fruibili. E invece assistiamo all’ennesimo caso di incuria, questa volta in un settore particolarmente delicato: quello della sicurezza pubblica”, proseguono Calabrese, Podimani e Chiavola.
“Per questo motivo abbiamo deciso di interessare immediatamente Sua Eccellenza il Prefetto di Ragusa, al quale sarà trasmessa una formale segnalazione con richiesta di intervento affinché venga sollecitato il Comune di Ragusa, nella persona del Sindaco e dell’Assessore competente, a provvedere con urgenza alla pulizia e alla manutenzione delle aree segnalate. Chiederemo, inoltre, che venga verificato lo stato di tutte le aree di attesa e di raccolta presenti sul territorio comunale”, aggiungono i consiglieri democratici.
Sulla vicenda interviene anche il segretario del Circolo PD di Ragusa, Riccardo Schininà: “A Ragusa ormai si inaugura di tutto. Si inaugurano opere, annunci, promesse, conferenze stampa e, quando manca qualcosa da inaugurare, si inaugura perfino l’inaugurazione. Peccato che, mentre sindaco e assessori sono impegnati nelle immancabili foto di rito e nelle passerelle quotidiane, qualcuno dovrebbe anche ricordarsi di amministrare la città”.
“La sicurezza dei cittadini non può essere affidata alle fotografie sui social, alle inaugurazioni seriali o alla propaganda quotidiana. Serve una città amministrata. E, soprattutto, serve un’Amministrazione che trovi il tempo di occuparsi anche di ciò che non finisce nelle foto di gruppo. Le aree di attesa della Protezione Civile devono essere luoghi pronti, decorosi e utilizzabili, non spazi dimenticati tra l’erba alta e l’incuria. Su un tema così delicato non bastano i cartelli: servono responsabilità, controllo e manutenzione costante”, conclude Schininà.


