Identità Alias, il PD protocolla due proposte: “Dopo quasi due anni di inerzia, Ragusa faccia un passo avanti sui diritti”

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Ragusa, 19 giugno 2026 – Oggi il gruppo consiliare del Partito Democratico di Ragusa ha protocollato due proposte: il “Regolamento comunale per l’attivazione e la gestione dell’Identità Alias” e il “Registro Amministrativo dell’Identità Elettiva del Comune di Ragusa”.
A darne notizia sono il segretario dem Riccardo Schininà e il gruppo consiliare composto dal capogruppo Peppe Calabrese e dai consiglieri Giuseppe Podimani e Mario Chiavola.
“Chiediamo al Comune di Ragusa di compiere finalmente un passo concreto sul terreno dei diritti, dell’inclusione e del rispetto della dignità delle persone”, dichiarano gli esponenti del PD. “Non si tratta di provvedimenti ideologici, ma di strumenti amministrativi seri, pensati per evitare situazioni di disagio, discriminazione o esposizione indebita per le persone trans e non binarie”.
Il PD ricorda che il Consiglio comunale si era già espresso sul tema nell’ottobre del 2024, approvando all’unanimità una mozione presentata dai consiglieri dem e poi sottoscritta da tutti i capigruppo. Quella mozione impegnava sindaco e Giunta ad attivare strumenti in questa direzione, ma da allora sono trascorsi circa venti mesi senza seguito.
“Dopo quasi due anni di attesa, il fermo non è più giustificabile”, dicono ancora il segretario e i consiglieri del PD. “Esisteva una volontà politica chiara ed esistono riferimenti normativi e contrattuali che indicano la necessità di disciplinare l’Identità Alias nei rapporti interni all’Ente. Eppure l’Amministrazione è rimasta ferma. Dietro il richiamo alla burocrazia temiamo possa esserci una mancanza di volontà politica”.

La prima proposta riguarda l’Identità Alias per il personale del Comune e per le figure assimilabili che svolgono attività continuativa nell’Ente. Consentirebbe l’utilizzo di un nome alias nei soli rapporti interni: badge, e-mail, rubriche, targhette, piattaforme e comunicazioni organizzative. Resterebbero esclusi gli atti aventi rilevanza esterna, giuridica, fiscale, previdenziale o amministrativa ufficiale.

La seconda proposta prevede il Registro Amministrativo dell’Identità Elettiva, rivolto a cittadini, residenti, domiciliati, utenti dei servizi comunali e persone iscritte presso istituti scolastici del territorio. Il nome elettivo potrebbe essere usato solo nei servizi comunali privi di valore certificativo o anagrafico: tessere bibliotecarie, pass comunali, servizi culturali, ricreativi e sportivi, piattaforme informative.

“Il senso è molto concreto”, spiegano dal PD. “Le persone trans e gender diverse possono intraprendere, oppure scegliere di non intraprendere, il lungo percorso per la rettifica anagrafica dei documenti ufficiali. Nel frattempo non possono essere costrette a vivere ogni rapporto con l’Ente o ogni servizio come un momento di esposizione forzata della propria storia personale”.
Le proposte sono costruite con attenzione alla privacy e alla distinzione tra ambiti interni o amministrativi e atti ufficiali. Non viene modificato lo stato civile, non vengono toccati i registri anagrafici, non si interviene sui documenti aventi valore legale. Si chiede solo che, dove il Comune può farlo, venga riconosciuto il diritto delle persone a non essere esposte a situazioni mortificanti o discriminatorie.
“Ragusa deve decidere se limitarsi alle dichiarazioni di principio o se tradurle in atti concreti”, aggiungono. “La comunità LGBTQIA+ ragusana ha più volte sollecitato attenzione su questi temi, anche in occasione del Ragusa Pride. Concedere un patrocinio e poi non essere conseguenti rischia di trasformare l’inclusione in una formula di circostanza”.
“Ci auguriamo che su queste proposte possa svilupparsi un confronto serio e libero da strumentalizzazioni”, concludono Schininà e il gruppo consiliare. “Parliamo di persone, di rispetto e di dignità. Il Comune usi fino in fondo gli strumenti amministrativi di cui dispone”.

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2 commenti su “Identità Alias, il PD protocolla due proposte: “Dopo quasi due anni di inerzia, Ragusa faccia un passo avanti sui diritti””

  1. Il senso non è per nulla concreto, non risolve nulla se non cercare di aprire un percorso, e crea solo confusione.

    Se io vedo un uomo e so che si chiama Carlo, sempre Carlo lo chiamerò.

    Non è che la biologia si annulla per ciò che pensa una persona di sé stessa, che vorrebbe cambiare la realtà dei fatti che io vedo o percepisco. Il rispetto non può negare ciò che è oggettivo.

    Altrimenti sono io a sentirmi non solo discriminato, ma anche censurato. Se io devo modificare il mio linguaggio per assecondare qualcuno, contro la mia percezione, la mia libertà espressiva viene limitata. Ed il rispetto, deve pertanto essere reciproco.

    La mia storia personale, in tutti gli ambiti, non va ad urtare o creare problemi agli altri. La tengo per me e nulla pretendo in nome di non so che cosa. Il desiderio non può diventare un obbligo sociale.

    Una persona la rispetto per ciò che è, non per i suoi desideri.

    Chi sarebbero le persone ‘iscritte negli istituti scolastici’? Gli studenti? Quindi minori?

    Non è bastata la batosta sul consenso informato? Non si è visto ciò che accade quando si toccano questioni quale questa?

    Consiglio, invece di parlare di inclusione, di puntare alla resilienza.

  2. Al Comune di Ragusa questo dei trans e dei gender è un argomento sempre attuale che pongono e propongono in tutte le salse per renderlo determinante .Nessuna mancanza di rispetto ,ognuno si può sentire come vuole nella sua vita privata e a casa propria ma inficiare per targhette e quant’altro in una pubblica sede istituzionale è per niente serio.Quello che conta è l’integrita morale .In un Comune si amministra la Città e le regole sono di vita sociale!

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