
VITTORIA, 07 Maggio 2026 – Nuovo colpo della Guardia di Finanza di Ragusa contro i patrimoni accumulati illecitamente. I militari del Comando Provinciale, su proposta della Procura della Repubblica di Ragusa, hanno dato esecuzione a una misura di prevenzione patrimoniale emessa dal Tribunale di Catania nei confronti di un noto imprenditore vittoriese. Sotto sequestro è finito un immobile del valore stimato di circa 300.000 euro.
L’operazione, condotta dai finanzieri della Compagnia di Vittoria, affonda le radici in una serie di verifiche fiscali effettuate su quattro società riconducibili, direttamente o indirettamente, all’indagato. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe messo in atto un sistema collaudato basato su emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazioni infedeli, sistematica evasione delle imposte sui redditi e dell’IVA.
Proprio la reiterazione nel tempo di tali condotte ha permesso agli inquirenti di delineare la figura del soggetto come “socialmente pericoloso” ai sensi del Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011), in quanto dedito ad attività delittuose che avrebbero generato profitti illeciti.
Il fulcro del provvedimento risiede nell’analisi economica condotta dalle Fiamme Gialle. Gli accertamenti patrimoniali hanno infatti evidenziato una netta incompatibilità tra il tenore di vita e gli incrementi di ricchezza del nucleo familiare rispetto ai redditi dichiarati al Fisco.
“Le indagini hanno consentito di riscontrare una correlazione temporale tra la pericolosità sociale del soggetto e l’acquisizione del bene, risultato acquistato in assenza di fonti lecite.”
Il sequestro è stato disposto in vista della successiva confisca. Il procedimento proseguirà ora presso il Tribunale di Catania, dove nel corso dell’udienza fissata verrà garantito il contraddittorio tra le parti.
L’intervento si inserisce nel più ampio quadro di attività coordinate dall’Autorità Giudiziaria e dalla Guardia di Finanza di Ragusa, volte a tutelare l’economia legale. L’obiettivo non è solo sanzionare il reato, ma colpire il cuore finanziario dei soggetti che inquinano il mercato, restituendo alla collettività i beni accumulati attraverso il mancato rispetto delle regole tributarie.


