
RAGUSA, 03 Maggio 2026 – Non usa giri di parole il Comitato per la Difesa dell’Aeroporto degli Iblei-Comiso nel commentare l’esito dell’assemblea regionale di Federalberghi Sicilia. La riconferma dei vertici uscenti viene letta come il segnale di un sistema che preferisce l’autoconservazione alla responsabilità verso le imprese e il territorio.
Secondo il Comitato, i tredici anni di gestione passata rappresentano un periodo fallimentare per l’intera provincia iblea. L’accusa è chiara: la rappresentanza di categoria non sarebbe stata in grado di trasformare il potenziale turistico in risultati concreti.
Aeroporto di Comiso: Doveva essere il motore della connettività; è rimasto uno scalo “a intermittenza”. Mancano rotte strategiche e una programmazione che non sia discontinua.
Territorio Ibleo: Nonostante le imprese investano, mancano strategie per la destagionalizzazione e un coordinamento reale tra flussi aerei e capacità ricettiva.
Governance Regionale: Viene definita “autoreferenziale”, con una classe dirigente che occupa gli stessi tavoli da oltre un decennio mentre il settore annaspa.
Il Comitato punta il dito contro quello che definisce un conflitto di interessi strutturale.
“Chi decide ai tavoli regionali rappresenta solo una parte della filiera, ma condiziona le scelte che impattano su tutto il settore”, si legge nella nota. Una dinamica che avrebbe lasciato il comparto senza una “bussola” e in balia di logiche frammentate.
Il messaggio finale è un ultimatum alla politica e alle associazioni di categoria. Il turismo non può essere governato con le semplici riconferme di poltrone, ma necessita di rotte stabili e certe, numeri reali di crescita e politiche di accesso efficaci.
«Il territorio non ha bisogno di nuovi comunicati, ma di una governance plurale e trasparente», conclude il Comitato. «Il tempo delle autocelebrazioni è finito. Il tempo delle responsabilità è iniziato».


