
Palermo, 16 aprile 2026 – Si è conclusa a Roma, a Villa Miani, la 25ª edizione del Forum internazionale di Confcommercio “I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000”, che il 14 e 15 aprile ha riunito istituzioni, accademici, rappresentanti del mondo economico e il Premio Nobel per l’Economia 2025 Philippe Aghion, per un confronto ad altissimo livello sui grandi temi che attraversano l’Europa e il sistema produttivo italiano. I lavori sono stati aperti dal presidente nazionale Carlo Sangalli, affiancato dal vicepresidente esecutivo della commissione europea Raffaele Fitto, con la moderazione di Enrico Mentana.
Tra i partecipanti il presidente regionale Confcommercio Sicilia Gianluca Manenti, che definisce il Forum “un appuntamento di rara densità tematica e di straordinario valore strategico”, dal quale – afferma – “torno con tre questioni decisive che riguardano da vicino il futuro della nostra regione”.
Manenti sottolinea innanzitutto il tema della crescita economica, messo al centro dal presidente Sangalli. “All’inizio del 2026 – ricorda – le condizioni erano favorevoli: consumi in aumento, occupazione ai massimi. Poi è arrivata la guerra in Iran. Le stime del nostro Ufficio Studi indicano una crescita dello 0,5% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027 in caso di conflitto breve; altrimenti le famiglie italiane rischiano di perdere fino a mille euro di potere d’acquisto nel biennio. Per la Sicilia, dove i margini delle imprese sono già compressi e la dipendenza da turismo e consumi interni è strutturale, questo scenario non è un’ipotesi: è una minaccia concreta che rischia di vanificare la ripresa faticosamente costruita negli ultimi anni”.
Il secondo tema che Manenti porta con sé dal Forum è il ruolo del terziario, ribadito con forza da Sangalli e condiviso pienamente dal presidente siciliano. “Commercio, turismo e servizi hanno creato quasi quattro milioni di posti di lavoro dal 1995 e oggi rappresentano il 53% del valore aggiunto nazionale. In Sicilia questo dato assume un significato ancora più profondo: il terziario non è solo un comparto economico, è il tessuto connettivo delle nostre comunità. Ogni impresa che chiude non è una statistica: è un pezzo di identità che scompare”.
Manenti evidenzia inoltre un passaggio cruciale del Forum: “Il dibattito ha coinvolto anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e i rappresentanti del Governo. Un confronto che mi ha confermato quanto il dialogo tra parti sociali e istituzioni resti la leva più efficace che abbiamo”. Il terzo nodo, definito da Manenti “la sfida più urgente”, riguarda il futuro oltre il Pnrr. “Fitto lo ha detto con chiarezza: bisogna individuare da subito strumenti che garantiscano continuità agli investimenti quando le risorse del Pnrr saranno esaurite. Per la Sicilia questa non è una questione tecnica: è una questione di sopravvivenza economica. Il Pnrr ha rappresentato per il Mezzogiorno una finestra straordinaria; chiuderla senza aver costruito ciò che viene dopo significherebbe ricominciare da capo. E noi non possiamo permettercelo”.
La seconda giornata del Forum ha dedicato ampio spazio al tema delle competenze, dell’istruzione e della formazione, che Manenti considera centrali per il futuro dell’Isola. “Formare capitale umano che rimanga in Sicilia, che costruisca impresa, che abbia gli strumenti per competere in un mercato sempre più complesso: questa è la scommessa decisiva dei prossimi anni. Non possiamo continuare a formare talenti per esportarli”.
Manenti conclude con una riflessione che diventa impegno politico e associativo: “Rientro in Sicilia con una convinzione rafforzata e con un mandato chiaro verso me stesso: portare il peso e la voce del nostro sistema imprenditoriale al centro del dibattito nazionale, non ai suoi margini. La Sicilia non è la periferia di questo Paese. È il suo Mediterraneo. Ed è da qui che si gioca una parte decisiva del futuro dell’Italia”.






4 commenti su “Confcommercio Sicilia, Manenti: “Da Roma un mandato chiaro: La nostra isola sia protagonista del futuro del paese””
Il pnrr non è una risorsa, sono soldi nostri.
Questo è il risultato di far puntare strategicamente l’economia dell’isola solo sul turismo. Dovesse perdurare, sarà tutta da vedere.
Comunque, complimenti agli euroinomani. Abbiamo ottenuto con l’eu quello che dicevate avremmo ottenuto uscendone.
Avete sentito la Albrecht? L’energia più economica è quella che non si usa.
Climatizzatore o cessi d’oro? Hanno scelto anche questo, al posto vostro.
Ora il sig. Manenti rientra da Roma rafforzato dal suo Mentana & Company e vedrete che la Sicilia grazie a Confcommercio diventerà la Milano da bere. E’ dal 2019 (tanto per non allontanarci troppo) che ci raccontate assieme ai vostri cari e affezionati politici di crescite industriali e posti di lavoro, io noto solo che sono cresciuti i prezzi al consumo, specie gli alimenti e le tasse. Anche le accise sono tasse!
Poi abbiamo gli accademici che sanno il fatto loro e ci spiegano come prenderla in quel posto senza sofferenze o traumi per la sopravvivenza.
Gli antichi in queste situazioni dicevano: “Piccatu beddi scoli”!
I fondi del pnrr aumenteranno il debito.
Perché non ci parlate invece come stanno veramente le cose a Hormuz.
Che solo il 10% del petrolio che serve all’ Italia passa da Hormuz, e che quindi non è come si recita sul fabbisogno in Italia.
E che non c’è bisogno di alzare i prezzi, e fare lockdown energetico.
Una buona parola anche per quel nostro concittadino accusato ingiustamente perché possa ottenere giustizia…