
Scicli, 04 Aprile 2026 – Scicli, 04 aprile 2026) – L’inaugurazione della mostra personale dell’artista sciclitana Vincenza Trovato, ospitata negli spazi di palazzo Busacca a Scicli, non è stata soltanto l’apertura di un’esposizione: è stata l’apertura di una soglia. “La materia come preghiera”, titolo scelto dall’artista e dal curatore Amedeo Fusco, ha accolto il pubblico in un luogo sospeso, dove la pittura non si limita a essere vista ma chiede di essere attraversata, ascoltata, abitata. Fin dai primi passi, è apparso chiaro che le opere di Vincenza Trovato non cercano il centro della scena, ma il centro dell’essere. Come ricorda Rosario Sprovieri nel testo critico, “ogni superficie appare come una soglia”: un confine sottile tra visibile e invisibile, tra materia e spirito, tra ferita e luce. La mostra restituisce alla comunità un percorso maturato nel silenzio, un silenzio che non è stato assenza ma “grembo”, luogo di gestazione interiore. Dopo anni di ricerca appartata, l’artista è tornata allo spazio condiviso dell’arte attraverso l’esperienza del Centro di aggregazione culturale, partecipando a collettive dedicate a Frida Kahlo e al centenario di Andrea Camilleri. Anche in quelle occasioni, Trovato non ha cercato la citazione, ma la risonanza: non l’immagine, ma la presenza. A palazzo Busacca, le sue opere si offrono come luoghi di sosta. Non chiedono interpretazioni, chiedono disponibilità. Non offrono risposte, aprono varchi. Le figure che emergono — volti, presenze femminili, apparizioni sospese — non appartengono a una narrazione, ma a una memoria più ampia, quasi archetipica. Il femminile, nelle sue tele, non è rappresentazione ma principio: custodia, accoglienza, trasformazione.
Esporre nella propria terra, significa misurarsi con radici profonde, con sguardi che conoscono e riconoscono. Per questo la mostra assume un valore particolare: è un atto di restituzione, un ritorno che non chiude un percorso ma lo rilancia. “Una grande emozione presentare un’artista con questo vissuto – spiega il curatore Fusco – e, a distanza di giorni, le suggestioni che hanno caratterizzato quella giornata sono ancora presenti in maniera vivida”.
“La materia come preghiera” resterà visitabile fino all’11 aprile, dalle 17,30 alle 21, con chiusura nella sola domenica di Pasqua. Un’occasione per incontrare un lavoro che non si impone, ma resta.


