Vittoria: torna il Dramma Sacro del Venerdì Santo. Tradizione, memoria e coinvolgimento della comunità

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Vittoria, 01 aprile 2026 – Vittoria si prepara a vivere uno dei momenti più intensi e identitari della propria storia: il Dramma Sacro del Venerdì Santo (i “Parti”), in programma venerdì 3 aprile, a partire dalle ore 20.30, in Piazza Calvario.

Un appuntamento che affonda le sue radici nella devozione popolare e nella memoria collettiva della città, e che oggi più che mai si propone come patrimonio da custodire e rilanciare.

“Guardatevi dal vendere l’eredità che ci hanno lasciato i nostri padri. Dentro vi è nascosto un tesoro” – ha ricordato l’Arciprete Parroco don Salvatore Converso – sottolineando il valore spirituale e culturale di una tradizione che continua a parlare al presente.

In un tempo segnato dalla frammentazione e dalla velocità, il Dramma Sacro si propone come momento di riflessione e radicamento, capace di restituire centralità al senso più profondo della fede e della comunità. “Dio rimane il punto fermo della vita umana”, ha evidenziato Converso, invitando a riscoprire, attraverso la rappresentazione del Crocifisso, il significato autentico dell’amore e del dolore condiviso.

Sul piano artistico, l’edizione di quest’anno si caratterizza per una scenografia essenziale ma fortemente simbolica, curata da Arturo Barbante: uno spazio costruito su linee orizzontali e verticali, moduli intercambiabili e una ricerca di semplicità che punta all’universalità del dolore umano, evitando ogni imitazione del passato. “Il nostro Venerdì Santo è tradizione, ma anche contemporaneità e futuro”, ha dichiarato.

La regia, affidata ad Andrea Traina, si muove nel solco della memoria ma con uno sguardo innovativo. Accanto al testo originario di Alfonso Ricca, Traina ha scelto di inserire contributi poetici contemporanei, tra cui brani di Alda Merini, padre Biagio Aprile e Domenico Maria Pelligra, con una particolare attenzione alla figura di Maria, posta al centro della narrazione. “Questa volta- ha spiegato- il racconto ci fornirà il suo ‘punto di vista’. Già l’autore vittoriese Emanuele Iacono sentì l’esigenza di dare più voce a Maria che nel testo di Ricca resta sullo sfondo, quasi una figura muta, sebbene il suo dolore urli. Ecco, io ho cercato di portare in primo piano ciò che è stato sempre in secondo piano”.

Confermata anche la presenza dell’orchestra di 14 elementi (i Chroma Ensamble & Friends) che eseguirà dal vivo musiche composta e dirette dal M° Marco Cascone. Voce solista, Fiammetta Poidomani.

Grande rilievo assume il coinvolgimento dei giovani: allievi attori provenienti dall’Officina Teatrale nata come iniziativa collaterale della stagione di prosa del Teatro Comunale “Vittoria… Colonna d’Arte”, diretta da Tiziana Bellassai. La stessa Bellassai in questa edizione darà voce ai pensieri più intimi di Maria. Fra i giovani partecipanti anche alcuni allievi del corso di “Lettura ad alta voce” promosso dall’Assessore alla Pubblica Istruzione di Vittoria Francesca Corbino, curato dal regista Andrea Traina. Collaborazioni attive con la scuola Artedanza Tersicore di Roberta Piccilli di Comiso, la Compagnia GoDoT di Ragusa e il CIRS (Centro di Formazione Professionale di Vittoria che curerà il trucco e le acconciature) testimoniano la volontà di costruire un evento sempre più partecipato.

“Per rinnovare il pubblico, e fare in modo che anche i giovani partecipino, bisogna coinvolgerlo emotivamente”, ha spiegato Traina, sottolineando l’importanza di ricostruire il legame tra il Dramma e la cittadinanza.

Accanto alla rappresentazione del Venerdì Santo, torna anche la “Resurrectio”, riproposta in forma di breve recital, con l’obiettivo di offrire una riflessione intensa sul significato della resurrezione, pur in un contesto di risorse economiche limitate.

Il sindaco Francesco Aiello ha ribadito il valore identitario dell’evento, capace in passato di unire l’intera comunità, al di là della dimensione religiosa: “Anche chi non sapeva leggere citava i versi del Dramma Sacro, magari nel corso di una conversazione quotidiana. C’era una affezione particolare e diffusa che andava al di là della religiosità. Ed è a questo tipo di legame che dobbiamo puntare”. Aiello ha quindi proposto di istituire un Comitato cittadino che vada oltre la sola Basilica di San Giovanni, che coinvolga tutta la città e che, in sinergia con la Chiesa e le istituzioni, possa sostenere e rilanciare stabilmente l’iniziativa.

Un suggerimento accolto sia da padre Converso che dal regista Traina, che si traduce in un invito rivolto a tutta la cittadinanza: partecipare, riscoprire, emozionarsi, a partire proprio dalla scelta di essere presenti in piazza.

Perché il Dramma Sacro del Venerdì Santo non è soltanto uno spettacolo, ma un patrimonio vivo da tramandare alle future generazioni. Essere in Piazza Calvario significa immergersi in un’esperienza collettiva autentica, in cui emozione, memoria e identità si intrecciano profondamente.

È dal vivo, tra voci, silenzi e sguardi condivisi, che il Dramma Sacro esprime tutta la sua forza, restituendo alla piazza il suo ruolo di cuore pulsante della comunità. Un’occasione preziosa per riappropriarsi del valore storico e partecipativo di un luogo simbolo e riscoprire, insieme, il senso più autentico della tradizione.

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