Referendum sulla giustizia, la CGIL di Ragusa: “Ha vinto la democrazia. La Costituzione non si cambia, si applica”

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Ragusa, 24 marzo 2026 – Un risultato netto, inequivocabile, che consegna alla lettura pubblica un messaggio politico e civile di straordinaria rilevanza. La provincia di Ragusa, con una percentuale del 60% di voti contrari, si allinea al dato nazionale sancendo la vittoria del “No” al referendum sulla giustizia e ribadendo con forza la centralità della Costituzione repubblicana. Un segnale chiaro che trova riscontro anche nei dati delle principali città del territorio. A Modica, in particolare, si è registrato un divario significativo: 7.239 i voti favorevoli al “Sì”, a fronte di 14.914 voti contrari, a testimonianza di un orientamento diffuso e consapevole dell’elettorato. A commentare l’esito referendario è il segretario generale della CGIL di Ragusa, Giuseppe Roccuzzo, che nel corso di un suo intervento ieri sera in Piazza San Giovanni a Ragusa, nel corso del quale sono state distribuite copie della Costituzione Italiana, ha evidenziato il valore politico e sociale di questo passaggio: “Oggi non ha vinto soltanto il ‘No’, ha sottolineato Giuseppe Roccuzzo, ha vinto la democrazia, ha vinto la Costituzione della Repubblica. Una Costituzione che non ha bisogno di essere riscritta, ma applicata fino in fondo, a partire dal suo primo articolo: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Nel suo intervento, Roccuzzo ha affermato come il risultato rappresenti un richiamo forte alle istituzioni e alla politica: “I cittadini, i lavoratori, le forze sociali e democratiche chiedono di essere ascoltati, ha affermato. Chiedono risposte concrete sui grandi temi del Paese: lavoro, sanità, istruzione, sicurezza nei luoghi di lavoro. Non serve modificare la Carta, serve darle piena attuazione”. Il segretario provinciale ha poi richiamato l’urgenza di interventi strutturali sul sistema giudiziario. Secondo Giuseppe Roccuzzo, è necessario investire davvero nella giustizia., chiedere che le risorse previste vengano utilizzate per assumere nuovi magistrati e stabilizzare i 12.000 lavoratori precari dell’Ufficio del processo, che hanno dimostrato in questi mesi di essere fondamentali per accelerare i tempi e rendere più efficiente il sistema. La CGIL di Ragusa pone inoltre l’accento su alcune priorità non più rinviabili come ad esempio il contrasto al dumping contrattuale e cancellazione dei contratti pirata, una nuova legge sulla sanità, più vicina ai bisogni dei cittadini; maggiori investimenti nell’istruzione; la revisione delle norme su appalti e subappalti per ridurre infortuni e morti sul lavoro, che in Italia continuano a registrare una media drammatica di tre vittime al giorno. Infine, Giuseppe Roccuzzo ha lanciato un appello diretto alle forze politiche, in particolare a quelle di maggioranza. Secondo il segretario provinciale serve un cambio di passo. Più ascolto, più dialogo, più confronto con le parti sociali. Solo così sarà possibile rispondere ai bisogni reali del Paese e ricostruire un rapporto autentico tra istituzioni e cittadini”. La CGIL di Ragusa conclude ribadendo il valore simbolico e concreto di questa consultazione. Oggi abbiamo difeso la nostra Costituzione, l’abbiamo consegnata idealmente alle nuove generazioni. Spetta a tutti noi custodirla, applicarla e difenderla, perché è il fondamento della nostra democrazia.

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2 commenti su “Referendum sulla giustizia, la CGIL di Ragusa: “Ha vinto la democrazia. La Costituzione non si cambia, si applica””

  1. Preoccupa e deve preoccupare la percentuale dei si rispetto ai votanti , molti italiani non hanno ancora compreso che “alcuni ” figli del ………ismo devono scomparire definitivamente dalla scena politica italiana , come la depenalizzazione delle norme che
    ingabbiano i corrotti e le politiche che favoriscono il privato sul pubblico a sfavore dei cittadini non ricchi .

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