Cavalcata di San Giuseppe a Scicli: la LAV denuncia il “disagio profondo” dietro il folklore

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Scicli, 15 Marzo 2026 – La Lega Anti Vivisezione (LAV) di Ragusa, l’organizzazione che si batte per la tutela degli animali, interviene con una nota di protesta sulla tradizionale Cavalcata di San Giuseppe, riaccendendo i riflettori su una celebrazione che, dietro il folklore e l’arte dell’infiorata, nasconde una realtà di profondo disagio per gli animali coinvolti.

Tradizione o Maltrattamento?
Nonostante le rassicurazioni di facciata, i cavalli a Scicli sono costretti a subire bardature opprimenti e stimoli ambientali incompatibili con la loro natura:
– Bardature: la testa dell’animale completamente intrappolata,
totalmente contra natura.
– Il terrore del fuoco: Il passaggio ravvicinato ai falò (i tradizionali pagghiari) è una fonte di stress estremo per gli animali.
– L’assedio della folla: Il contatto fisico forzato e il rumore assordante violano ogni norma di benessere etologico.

L’associazione rivolge un appello accorato alla Chiesa e alla Diocesi di Noto, sottolineando l’incoereanza di una festa religiosa che si trasforma con l’uso dei fuochi d’artificio e dei botti, in “una simulazione di guerra sonora”, specialmente in un momento storico in cui conflitti e bombardamenti stanno colpendo popolazioni vicine.

Tra le richieste formali rivolte al Sindaco di Scicli e agli organizzatori:
– Limiti rigorosi per le bardature, con controlli veterinari indipendenti prima e durante la sfilata.
– Abolizione totale dei botti e dei fuochi d’artificio, sostituiti da spettacoli di luce silenziosi in segno di rispetto per gli animali e per chi soffre a causa delle guerre.
– Distanziamento dei falò dal percorso degli animali per prevenire incidenti e ustioni.
Non siamo contro le radici di Scicli, conclude LAV Ragusa, “ma
crediamo che una città candidata all’eccellenza culturale debba saper
evolvere. Una festa è tale solo se nessuno soffre: né l’animale sotto il peso del manto, né l’uomo sotto il peso delle bombe”.

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