
Milano, 10 Marzo 2026 – L’altro ieri si è spenta nella sua abitazione milanese, all’età di 97 anni, Curzia Ferrari, figura di spicco nella vita culturale della metropoli, poetessa, scrittrice,
giornalista, traduttrice, esperta d’arte figurativa e di letteratura russa.
Conobbe Salvatore Quasimodo nel 1963 e si innamorarono. La storia d’amore fu breve ma molto intensa: lui aveva 62 anni e lei 34.
Il nuovo amore contribuì a cambiare, dopo la separazione dalla moglie Maria Cumani, rapidamente la vita e i sentimenti del poeta e grazie all’amore della giovane donna visse con soddisfazione gli ultimi anni della sua vita.
Anche il nostro poeta modicano, che vive a Milano, ha avuto modi di conoscere e frequentare Curzia Ferrari e la prefazione del libro di poesie “Fiele e Miele” del 1989 è a sua firma
“…Ma non si crede che Puma sia un immigrato anomalo, che sia stato capace (o abbai voluto) disfarsi del proprio bagaglio culturale, delle proprie usanze e del proprio dialetto. Anzi. In dialetto, addirittura, scrive; e la stesura originaria di queste poesie è appunto in siculo: mentre il linguaggio spesso coincide, non so quanto volutamente, con alcuni momenti della poesia
quasimodiana; e persino le scenografie, entro le quali aveva recitato il sue esilio il penultimo Nobel vengono riprese secondo la concezione di un’epoca ferma all’emigrazione Anni Trenta”.




