
Modica, 25 Febbraio 2026 – Passo in avanti decisivo per la sicurezza idrogeologica di Modica. Nell’ambito di una strategia mirata alla prevenzione e alla resilienza urbana, sono stati installati oggi due nuovi sistemi di monitoraggio del livello dei corsi d’acqua in punti strategici del territorio.
L’iniziativa punta a integrare tecnologia e pianificazione per proteggere i cittadini e le infrastrutture dai rischi legati alle ondate di maltempo.
Il Sindaco Maria Monisteri Caschetto ha annunciato l’installazione del primo dispositivo in via Fontana, nei pressi del torrente tombato. Un secondo idrometro è stato posizionato sul ponte Fiume Lato, lungo la SP 54 Modica-Scicli.
“Questi strumenti permetteranno di dare una preallerta immediata alle autorità in caso di raggiungimento di soglie critiche,” ha spiegato il Sindaco. “Il sistema si basa sulla modellazione idraulica sviluppata dai tecnici di Svimed per pianificare interventi di prevenzione e mitigazione.”
L’operazione ha visto la partecipazione attiva degli assessori Tino Antoci e Samuele Cannizzaro, del geometra Giorgio Scollo e del dottor Dario Modica, insieme ai rappresentanti di Svimed e della Protezione Civile Regionale.
L’intervento non è isolato, ma si inserisce nel progetto europeo Urbanfloods, co-finanziato dal programma Interreg Adrion. L’obiettivo è promuovere la resilienza urbana attraverso sistemi avanzati di supporto alle decisioni.
Tino Antoci, Assessore alla Protezione Civile, ha sottolineato l’importanza della sinergia tra enti: “Saranno utilizzati strumenti digitali per la gestione del rischio, migliorato il dialogo tra le Protezioni Civili di Modica e Scicli e pianificate le strategie di adattamento a lungo termine per affrontare il cambiamento climatico.
Oltre alla tecnologia, il Comune punta sulla consapevolezza dei cittadini. L’Assessore all’Ecologia, Samuele Cannizzaro, ha annunciato che i prossimi mesi saranno dedicati alla formazione.
“Insieme a Svimed, attiveremo percorsi informativi rivolti sia ai tecnici che alla popolazione. Vogliamo promuovere una vera cultura della preparazione,” ha dichiarato Cannizzaro. “Migliorare la comprensione del rischio è il primo modo per mitigare gli impatti delle alluvioni.”




