
MODICA, 23 Febbraio 2026 – Non c’è più pace per i residenti di Contrada Torre Cannata Olivieri. Quella che un tempo era una zona residenziale tranquilla si è trasformata, nelle ultime settimane, nel terreno di caccia preferito di una banda di malviventi specializzati. I furti, ormai con cadenza quasi settimanale, hanno fatto sprofondare il quartiere in uno stato di esasperazione e rabbia.
L’episodio più inquietante ha rasentato il dramma. Durante l’ennesimo raid, i ladri si sono introdotti in un’abitazione mentre la famiglia era ancora all’interno. Con una freddezza disarmante, i malviventi hanno rinchiuso in camera il figlio dei proprietari mentre dormiva.
Il giovane, svegliato dai rumori nel cuore della notte, aveva inizialmente scambiato i passi per quelli della madre. Solo più tardi ha realizzato l’orrore della situazione: era stato segregato nella propria stanza per permettere alla banda di agire indisturbata. Un trauma che va ben oltre il danno economico.
Il modus operandi descritto dalle vittime delinea il profilo di criminali esperti: forzano porte e infissi senza lasciare quasi traccia, dimostrando una manualità sopraffina negli scassi, una volta dentro, i ladri non si accontentano. In un caso recente è stata aperta una cassaforte, portando via gioielli, ricordi di una vita e contanti. I colpi si ripetono ogni settimana, segno di un possibile monitoraggio costante della zona.
La risposta della comunità non si è fatta attendere. I residenti, ormai stanchi di vivere nel terrore e di sentirsi violati nella propria intimità, si sono riuniti in una maxi-assemblea presso la chiesa della SS. Trinità.
Il clima durante l’incontro era teso, intriso di una rabbia che nasce dall’impotenza. La decisione presa all’unanimità è chiara: non si può più aspettare. I cittadini hanno deciso di inviare un appello formale al Prefetto di Ragusa e alle forze dell’ordine per chiedere un presidio costante del territorio e interventi urgenti.
“Non possiamo più dormire sonni tranquilli,” riferisce un residente. “Ogni rumore nella notte diventa un allarme. Chiediamo sicurezza, non ronde private o soluzioni d’emergenza, ma la presenza dello Stato.”
L’allerta è massima. Mentre le forze dell’ordine indagano sui rilievi effettuati nelle abitazioni colpite, la cittadinanza attende risposte concrete. Il rischio è che l’esasperazione possa sfociare in iniziative autonome se non arriverà un segnale forte dalle istituzioni.





