
Modica, 20 febbraio 2026 – Nel quarto incontro del ciclo di Lezioni organizzato dall’ Unitre di Modica e dedicato alla storia della Contea, il prof. Uccio Barone, dopo il saluto e la introduzione del vice presidente Ignazio Marcello Pagano Mariano, ha relazionato sui caratteri originali del Cinquecento ibleo, un “secolo d’ oro” segnato dal governo illuminato degli Enriquez Cabrera. Di fronte a un uditorio numerosissimo e attento lo storico ha voluto ribaltare la tradizionale narrazione tutta incentrata sul Tardobarocco come chiave di lettura della società iblea, analizzando con competenza la cultura rinascimentale della Contea, che ha registrato intensi dinamismi connessi alle riforme amministrative del governatore Bernaldo Del Nero (1542), allo sviluppo delle attività manifatturiere (le corporazioni artigiane), alla diffusione delle piccole e medie aziende agricole nate dai contratti di enfiteusi (30 000 ettari frazionati 1550 – 1565). In particolare, il prof. Barone ha approfondito la crescita demografica di Modica (16.000 abitanti al Rivelo del 1585), la distribuzione della popolazione tra i diversi quartieri, l’espansione urbanistica trainata dai grandi cantieri edilizi di Modica Alta (S. Maria del Gesù, S. Giovanni Evangelista, S. Giorgio) e di Modica Bassa (S. Pietro, S. Maria di Betlemme, i conventi dei Domenicani, Cappuccini, Carmelitani). In definitiva, una città ricca e socialmente complessa, quella descritta dal relatore, nella quale andava formandosi un solido patriziato urbano che si sarebbe rapidamente sganciato da ogni dipendenza feudale per conquistare autonomia politica e amministrativa. Alla fine dell’ incontro è intervenuto il presidente del sodalizio, Enzo Cavallo, per riferire sulle iniziative promosse a livello regionale e nazionale a sostegno dell’Unitre di Niscemi e per annunciare i prossimi appuntamenti culturali.





