
COMISO, 10 Febbraio 2026 – Si chiude con una piena assoluzione la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto un 50enne comisano, accusato di stalking e maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex compagna. Il Tribunale ha pronunciato la sentenza con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”, ribaltando completamente le pesanti richieste della Procura.
Il dibattimento ha cercato di far luce su una relazione definita dagli stessi atti come “complessa e segnata da forti tensioni”. Nonostante la gravità delle accuse iniziali, l’impianto accusatorio non ha retto al vaglio del confronto in aula.
Durante la requisitoria, il pubblico ministero, Martina Dall’Amico, aveva sollecitato una condanna esemplare: 5 anni e 6 mesi di reclusione. Secondo l’accusa, le condotte dell’uomo avrebbero integrato sistematicamente i reati di maltrattamenti, delineando un quadro di vessazioni continue.
Tuttavia, il verdetto dei giudici ha evidenziato come le prove portate in aula non fossero sufficienti a sostenere una condanna: molte delle deposizioni raccolte sono risultate contraddittorie o prive di riscontri oggettivi, la difesa, sostenuta dall’avvocato Raffaele Catalano, ha dimostrato come gli episodi contestati fossero riconducibili ad un’aspra conflittualità di coppia piuttosto che a una volontà di sopraffazione o a condotte penalmente rilevanti.
Molti dei passaggi chiave della ricostruzione accusatoria si sono indeboliti progressivamente durante il dibattimento, portando il giudice a escludere ogni responsabilità penale per l’imputato.
La sentenza mette fine a un iter giudiziario lungo e sofferto, restituendo dignità all’uomo che, per anni, ha vissuto sotto il peso di accuse pesantissime.





