
Pozzallo, 09 Febbraio 2026 – La richiesta che la provincia di Ragusa sia stabilmente rappresentata in seno all’Autorità di Sistema Portuale (AdSP) non è un capriccio di campanile, né la sterile caccia a una poltrona di sottogoverno. È, al contrario, una questione di sopravvivenza economica e visione territoriale.
“Il porto non è una semplice infrastruttura cittadina confinata entro i limiti di Pozzallo – lamenta la sezione cittadina di Sinistra Italiana – ; è il polmone di un intero sistema integrato “terra-mare. Per questa ragione, la nostra provincia deve poter contare su una figura di riconosciuta competenza e professionalità, capace di sedere al tavolo delle decisioni non come spettatore, ma come attore in grado di incidere realmente sulla programmazione infrastrutturale. Il futuro dello scalo deve tornare al centro del dibattito, coinvolgendo direttamente i lavoratori e le forze produttive. Non è più il tempo dell’inerzia: le rappresentanze istituzionali del territorio hanno il dovere di alzare la voce e contestare le scelte del Governo Regionale che sembrano ignorare il peso specifico di questa provincia.
La battaglia per il potenziamento del porto di Pozzallo deve trasformarsi in una vertenza politico-sociale prioritaria. Se Ragusa perde la capacità di governare le proprie porte d’accesso, rischia di smarrire quel dinamismo storico che l’ha resa celebre. Senza una governance forte, il rischio è quello di veder svanire l’immagine di un’“isola nell’isola”, condannando il territorio a una marginalità infrastrutturale che non merita”.
L’AdSP è il vero centro gravitazionale dove si definiscono i destini dello sviluppo come la scelta delle vocazioni (merci pesanti, crocierismo, logistica), le concessioni ai privati e la pianificazione delle aree, la progettazione del collegamento tra banchine, retroporto e reti viarie/ferroviarie.
I dati parlano chiaro: la piattaforma portuale, il retroporto e l’agglomerato industriale attiguo rappresentano una risorsa vitale non solo per il ragusano, ma per tutta l’area sud-orientale dell’isola. Le statistiche confermano un trend positivo, ma il potenziale inespresso rimane enorme. Senza una regia politica e tecnica che conosca le pieghe del nostro tessuto produttivo — dall’agrofarma all’industria manifatturiera — rischiamo di subire decisioni calate dall’alto che ignorano le peculiarità locali.
“Il porto è il fulcro di un sistema che unisce il lavoro dei campi, la logistica industriale e il commercio internazionale. Lasciarlo senza una voce provinciale significa amputare le prospettive di crescita di migliaia di imprese. Il futuro dello scalo deve tornare al centro del dibattito, coinvolgendo direttamente i lavoratori e le forze produttive. Non è più il tempo dell’inerzia: le rappresentanze istituzionali del territorio hanno il dovere di alzare la voce e contestare le scelte del Governo Regionale che sembrano ignorare il peso specifico di questa provincia.
La battaglia per il potenziamento del porto di Pozzallo deve trasformarsi in una vertenza politico-sociale prioritaria. Se Ragusa perde la capacità di governare le proprie porte d’accesso, rischia di smarrire quel dinamismo storico che l’ha resa celebre. Senza una governance forte – conclude Sinistra Italiana – il rischio è quello di veder svanire l’immagine di un’“isola nell’isola”, condannando il territorio a una marginalità infrastrutturale che non merita”.





