Ordine pubblico a Vittoria. Scuderi chiede fatti e non parole

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Vittoria, 09 febbraio 2026 – A Vittoria il tema dell’ordine pubblico non è mai un argomento marginale. È una questione che attraversa la vita quotidiana della città, che torna nelle conversazioni dei residenti, nelle preoccupazioni dei commercianti, nelle segnalazioni che arrivano dai quartieri. Una priorità costante, che non si accende solo davanti a un episodio eclatante, ma che rimane sempre sul tavolo perché frutto di dinamiche complesse e di criticità che si trascinano da tempo. È in questo contesto che il consigliere comunale Giuseppe Scuderi ha preso la parola in aula, scegliendo di affrontare il tema con chiarezza e senza ricorrere a scorciatoie retoriche.

Scuderi ha spiegato che la città non può continuare a oscillare tra allarmi improvvisi e lunghi silenzi istituzionali. «La sicurezza non può essere trattata come un’emergenza a intermittenza», ha detto, sottolineando che la responsabilità principale ricade sull’amministrazione comunale. «Non possiamo continuare a evocare lo Stato come alibi. Ci sono aspetti che dipendono direttamente da noi, da come gestiamo il territorio, da come presidiamo gli spazi pubblici, da quanto siamo presenti nei quartieri». Da qui la richiesta di un cambio di passo concreto. Scuderi ha ricordato che molte criticità potrebbero essere affrontate con strumenti già nelle disponibilità del Comune, purché ci sia volontà politica. «Serve una presenza più incisiva della polizia locale nelle ore serali», ha affermato, proponendo l’istituzione di un nucleo di sicurezza urbana operativo fino alle due di notte. Una misura che, secondo il consigliere, «non richiede miracoli, ma organizzazione e priorità chiare».

Altro punto centrale del suo intervento è stato quello dell’illuminazione pubblica. «Ci sono zone della città che restano al buio da anni, e questo alimenta degrado e insicurezza. I cittadini lo segnalano continuamente. È ora di intervenire con un piano straordinario nelle aree più critiche».

Infine, Scuderi ha richiamato l’attenzione sul centro storico, chiedendo l’applicazione rigorosa del Daspo urbano nei confronti di chi lo degrada sistematicamente. «Non possiamo lasciare che il cuore della città venga abbandonato a comportamenti che danneggiano residenti e attività commerciali. Il decoro è parte integrante della sicurezza».

Il consigliere ha insistito sul fatto che queste non sono misure straordinarie, ma atti amministrativi che richiedono programmazione, responsabilità e una gestione più attenta del territorio. «Non servono slogan, servono decisioni. I cittadini chiedono risposte, non giustificazioni. E il tempo delle attese è finito». Un intervento che ha voluto riportare la sicurezza al centro dell’agenda politica locale, chiamando il sindaco e la giunta a un’assunzione di responsabilità piena e non più rinviabile.

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