
RAGUSA, 06 Febbraio 2026 – Una risposta corale e strutturata per blindare la serenità degli istituti scolastici iblei. Si è tenuta ieri, 5 febbraio, presso la Prefettura di Ragusa, una seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal Prefetto Tania Giallongo. Al centro del tavolo, l’individuazione di misure concrete per prevenire e contrastare i fenomeni di illegalità, spaccio e violenza che minacciano il mondo della scuola.
L’incontro è nato dalla necessità di recepire localmente le direttive congiunte dei Ministeri dell’Istruzione e dell’Interno. La strategia approvata non si limita alla sola vigilanza, ma punta su un modello integrato di prevenzione, ascolto e controllo.
Al tavolo hanno partecipato i vertici delle Forze di Polizia, i rappresentanti dell’Ufficio Scolastico, il Libero Consorzio Comunale, i Sindaci dei comuni capofila dei distretti socio-sanitari (Ragusa, Modica e Vittoria) e la Direzione Generale dell’ASP con le sue equipe multidisciplinari.
Il piano si muoverà su due binari paralleli e complementari: sarà realizzata una mappatura degli istituti per individuare le aree a maggior rischio (bullismo reiterato, spaccio, violenza). Nelle situazioni più critiche, d’intesa con i dirigenti scolastici, verranno attivati controlli esterni anche con l’ausilio di unità cinofile. La Questura coordinerà a breve i primi tavoli tecnici operativi mentre parallelamente al controllo, si punterà a rafforzare la rete di assistenza per i giovani in stato di fragilità. Saranno definiti metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni e potenziate le attività di sensibilizzazione con psicologi ed educatori.
Un punto cardine del piano riguarda il supporto ai docenti, che saranno guidati in percorsi di formazione per acquisire maggiore consapevolezza degli strumenti legali e operativi a disposizione nella gestione delle crisi.
Verrà inoltre messo a sistema il lavoro dell’Osservatorio sulla dispersione scolastica della Prefettura di Ragusa, strumento già operativo e fondamentale per intercettare precocemente i segnali di devianza giovanile.
“L’obiettivo è costruire un sistema di sicurezza che non sia solo repressivo,” è emerso durante la riunione, “ma capace di prevenire il disagio, sostenere la comunità educante e garantire ambienti scolastici sereni.”
L’efficacia delle misure sarà oggetto di monitoraggi periodici per permettere un aggiornamento costante delle strategie in base alle necessità del territorio.





