
RAGUSA/VITTORIA, 05 Febbraio 2026 – Si è chiuso il sipario giudiziario su una vicenda che aveva riportato i riflettori sul delicato tema dello sfruttamento lavorativo e della regolarità contrattuale nel comparto agricolo del Vittoriese. Il Tribunale di Ragusa ha emesso una sentenza che delinea responsabilità precise, concludendosi con una sola condanna e cinque assoluzioni.
L’inchiesta era scattata a seguito di un accurato controllo ispettivo in un’azienda agricola del territorio ibleo. Durante l’operazione, le forze dell’ordine avevano individuato un bracciante di nazionalità senegalese intento a lavorare nonostante fosse privo del permesso di soggiorno necessario per risiedere e prestare attività lavorativa in Italia.
L’accusa mossa agli imputati era quella di aver favorito l’impiego irregolare del lavoratore, una contestazione che mirava a colpire la filiera di responsabilità nella gestione della manodopera straniera, pilastro fondamentale ma spesso vulnerabile dell’economia locale.
Al termine del dibattimento, il giudice ha circoscritto le responsabilità penali a un solo individuo. L’imputato (difeso dai legali Angelo Celeste e Massimo Garofalo) è stato ritenuto responsabile della gestione diretta del rapporto di lavoro irregolare. La sentenza ha stabilito una condanna a 4 mesi di reclusione e 4mila euro di multa, con il beneficio della pena sospesa e della non menzione nel certificato penale.
Parallelamente, il tribunale ha riconosciuto il danno subìto dal lavoratore senegalese, costituitosi parte civile con l’assistenza dell’avvocata Liliana Battaglia. A suo favore è stato disposto un risarcimento di 1000 euro, oltre al pagamento delle spese processuali.
Per gli altri cinque co-imputati, il processo si è concluso con una formula assolutoria. Secondo la ricostruzione del tribunale, non sono emersi elementi probatori sufficienti a dimostrare un loro coinvolgimento consapevole o diretto nella gestione del lavoratore irregolare.
La decisione del Tribunale di Ragusa rappresenta un punto fermo in un settore, quello agricolo, costantemente sotto la lente d’ingrandimento delle autorità.
Sebbene la sentenza possa essere ancora impugnata in Appello, lo spaccato emerso conferma quanto il contrasto al lavoro nero rimanga una priorità assoluta per la vigilanza nel territorio ibleo.





