
VITTORIA, 02 Febbraio 2026 – Non è tempo di processi, ma di un profondo “bagno di umiltà”. Il FC Vittoria rompe il silenzio dopo le trasferte di Niscemi e Scordia che hanno fruttato un solo punto, lasciando la squadra al quarto posto (a -2 dalla seconda piazza). Attraverso le parole del Direttore Generale Giuseppe Cilio, la società invia un messaggio chiaro e senza sconti a tutto l’ambiente biancorosso.
Il DG Cilio ha voluto innanzitutto ribadire la solidità del club, sottolineando come la società stia rispettando ogni accordo: «Garantiamo alloggi, vitto, regolarità nei pagamenti e attenzione costante. Parliamo di fatti concreti che testimoniano la nostra affidabilità».
Tuttavia, a questa puntualità societaria deve corrispondere una prestazione altrettanto professionale sul campo. «Indossare questa maglia è una responsabilità quotidiana, è una seconda pelle che rappresenta una città intera. Chi non ha la forza mentale per sostenere il peso di una piazza esigente come Vittoria – avverte Cilio – può valutare liberamente di uscire dal progetto in qualsiasi momento».
La diagnosi del Direttore Generale è lucida: il problema non è tecnico, ma di approccio. «L’umiltà è la migliore medicina. Spesso l’inizio del benessere coincide con l’inizio del tracollo, se non si mantiene equilibrio». Nessuno è escluso dal richiamo, dai veterani agli ultimi arrivati.
Per ritrovare la bussola, la società ha adottato provvedimenti immediati, come il ritiro in sede (la squadra resterà compattata per favorire la concentrazione), allenamenti a porte chiuse e silenzio stampa.
Nonostante il rendimento recente sia stato al di sotto delle aspettative, la dirigenza rifiuta categoricamente la parola “fallimento”. Il campionato non è compromesso e l’obiettivo del secondo posto, fondamentale per disputare i play-off in casa, resta pienamente alla portata.
«Per struttura, capacità organizzativa e programmazione – conclude Cilio – il Vittoria non è secondo a nessuno». La palla passa ora ai calciatori: la strada per i colori biancorossi richiede sacrificio, professionalità e, soprattutto, il rispetto di una città che non accetta rese anticipate.




