
POZZALLO, 31 Gennaio 2026 – Non un semplice profilo social, ma un vero e proprio “canale di televendita” dell’illegalità. I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno smantellato un’organizzazione domestica dedita al commercio di prodotti contraffatti, che aveva scelto Facebook come vetrina principale per attirare clienti.
Le indagini, condotte dai militari della Tenenza di Pozzallo, sono nate dal costante monitoraggio del web. Due sorelle residenti in città avevano allestito nel garage di un terzo complice un vero e proprio showroom. Durante le dirette Facebook, le donne mostravano un ampio campionario di abbigliamento e accessori di prestigiosi marchi nazionali ed esteri, palesemente falsificati e venduti a prezzi stracciati.
Per aumentare il coinvolgimento e la visibilità dei post, le indagate avevano ideato un sistema ingegnoso: estrazioni a sorte tra i follower che condividevano i contenuti, con in palio “regali” scelti tra la merce contraffatta.
L’intervento delle Fiamme Gialle è scattato proprio durante una di queste sessioni live. All’ingresso dei militari nel garage, le due donne hanno tentato di interrompere bruscamente la trasmissione, ma l’evidenza era ormai sotto gli occhi degli investigatori. Il locale era organizzato come un negozio fisico: scaffali colmi di scarpe, giubbini, cinture, pantaloni e persino cosmetici e profumi di dubbia provenienza.
Le perquisizioni, estese successivamente alle abitazioni delle due sorelle, hanno portato al sequestro complessivo di oltre 600 prodotti.
I tre soggetti coinvolti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria di Ragusa per i reati d ricettazione ed introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.
L’Autorità Giudiziaria ha già convalidato il sequestro operato d’iniziativa. È importante ricordare che per gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Le indagini non si fermano qui. La Guardia di Finanza sta lavorando per ricostruire l’intera filiera del falso, dai centri di produzione fino alla rete dei clienti. Questi ultimi rischiano pesanti sanzioni amministrative previste dalla normativa vigente.
Oltre al danno economico per le imprese che operano nella legalità, la Finanza sottolinea il pericolo per la salute: i prodotti contraffatti (specialmente cosmetici e profumi) non rispettano gli standard di sicurezza e possono contenere sostanze tossiche o allergeniche.




