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Pozzallo e Giorgio La Pira…di Grazia Dormiente

Ricordando la nascita di Giorgio La Pira (9 gennaio 1904), cittadino del mondo
Tempo di lettura: 2 minuti

“…guardando lo sconfinato mare di Pozzallo, il paese dove nacque, ti domandi se non è lì che, nel profondo del suo subconscio infantile, emerse quella visione del lago mediterraneo, centro ed incrocio di civiltà di cui parlerà con tanto amore tra gli ultimi anni ’50 e i primi del ’60 sentendosi lui stesso lo diceva incrocio, combinazione di popoli più diversi (levantino, arabo, greco, romano, normanno, svevo) partecipe di tutti per farsi tutto a tutti secondo la regola paolina a lui cara.” (Fioretta Mazzei).
Il binomio Pozzallo – Giorgio La Pira risuona come un incipit fecondo ed ineludibile, non solo per i dati anagrafici e battesimali, cui la città natale può orgogliosamente ancorarsi, ma per i legami al patrimonio culturale di una terra storicamente segnata dai suoi “cavalieri delle onde”.
Metaforica referenza del “navigatore” che intuì e tracciò le rotte salvifiche della pace e dell’unità dei popoli nel tumultuoso mare della storia:“…quale è il diritto che le generazioni presenti possiedono sulle città da esse ricevute dalle generazioni passate? la risposta, è chiaro, non può essere che questa: è un diritto di usare, migliorandolo e non distruggendolo o dilapidandolo, un patrimonio visibile e invisibile, reale ed ideale, ad esse consegnato dalle generazioni passate e destinato ad essere trasmesso -accresciuto e migliorato- alle generazioni future. usare, migliorare e ritrasmettere la casa comune! si tratta di una eredità fedecommissaria, direbbero i giuristi romani: le generazioni presenti ne sono gli eredi fiduciari; quelle venture, gli eredi fedecommissari”. (G. La Pira 1955)
È ancora di matrice siciliana l’attaccamento di La Pira alla città natia e a quella della sua formazione culturale, come è ampiamente documentato dai colloqui epistolari intessuti con i familiari e con gli amici di Pozzallo e di Messina. Tale corrispondenza è di notevole interesse per interpretare i segni di appartenenza del “sindaco santo” di adozione fiorentina alla terra sicula, tesaurizzata nel suo paesaggio interiore, e siccome nulla avviene a caso- così asseriva Giorgio La Pira – non è casuale che questo” uomo della speranza in più” sia nato a Pozzallo, sulle sponde del mitico e prodigioso mare che custodisce tante odissee.
La lapide murata nel prospetto della casa natale in Via Giulia n.8, con semplicità, ricorda: “qui nacque (9 gennaio 1904) Giorgio La Pira cittadino del mondo” definizione speculare alla visione lapiriana, poiché ” la città è il mondo”. Per l’attuale società in cui la politica si presenta estremamente debole di fronte al potere economico, finanziario e mediatico (P. Palagi), l’eredità lapiriana innesca la speranza da incarnare nella sfera del quotidiano per risanare le fratture culturali, politiche, formative, abbattendo il senso di smarrimento dinanzi ad una palese crisi del ruolo stesso della politica.

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1 commento su “Pozzallo e Giorgio La Pira…di Grazia Dormiente”

  1. Calogero Castaldo

    Prezioso e sempre attuale il pensiero della Prof Grazia Dormiente su Giorgio La Pira. L’ex sindaco di Firenze è diventato per il nostro tempo un maestro necessario. I suoi scritti hanno molto da dirci oggi e devono essere letti con lo sguardo del nostro tempo. In un’epoca dalla memoria corta e dalla irrimediabile frantumazione delle ideologie e perfino degli ideali, l’attenzione concentrata sul sindaco santo di Firenze tende ad aumentare. Ciò permette non solo di rinnovarne costantemente la memoria, ma di fare di lui un prisma dalle tante facce tutte capaci di stimolare riflessioni, che paiono ancora fresche e attuali.
    Grazie, prof Dormiente per l’insegnamento che ci hai dato in questi anni e per la memoria che mai deve essere accantonata al fine di costruire ponti e mai muri.
    Calogero Castaldo

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