
MODICA, 06 Gennaio 2026 – Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Modica torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico dopo una mattinata di caos che ha paralizzato il sistema di emergenza-urgenza locale.
Nella mattinata di lunedì, come già riportato in altro articolo,l’area esterna del presidio ospedaliero si è trasformata in un insolito parcheggio per sette ambulanze del 118, rimaste bloccate contemporaneamente per diverse ore. Il motivo? L’impossibilità di recuperare le barelle utilizzate per il trasporto dei pazienti.
All’interno del reparto, la situazione era giunta al punto di saturazione: ogni posto letto e ogni barella disponibile risultavano occupati, impedendo il normale “turnover” dei dispositivi di soccorso. Per diverse ore, il territorio modicano è rimasto privo della copertura delle proprie unità di emergenza, costringendo la centrale operativa a fare affidamento sulle ambulanze dei comuni limitrofi per gestire eventuali ulteriori chiamate.
L’episodio non è che l’ultimo sintomo di una crisi profonda. Il Pronto Soccorso di Modica soffre da tempo di un cronico sottodimensionamento del personale medico e infermieristico. I professionisti rimasti in servizio sono costretti a turni snervanti e a un carico di lavoro che mette a dura prova la resistenza fisica e psicologica, mentre l’utenza si trova spesso a fronteggiare attese infinite, talvolta trascorse su una sedia o su barelle di fortuna.
Sulla vicenda è intervenuta con fermezza Sinistra Italiana, tramite Vito D’Antona, denunciando una fragilità del sistema sanitario locale ormai insostenibile.
“Non c’è più tempo da perdere. Il potenziamento del Pronto Soccorso e la tutela della sanità modicana devono tornare al centro dell’agenda politica e istituzionale – dice D’Antona. – In qualità di massima autorità sanitaria locale, il Sindaco di Modica deve farsi carico del problema senza ulteriori indugi. Chiediamo un’interlocuzione immediata con i vertici dell’ASP di Ragusa per trovare soluzioni strutturali e non temporanee”.
Sinistra Italiana chiede la convocazione urgente del Comitato per discutere le iniziative da avviare e informare tempestivamente il Consiglio Comunale e la cittadinanza.
La situazione del “Maggiore” resta monitorata, ma il grido d’allarme che arriva dal personale e dalle forze politiche è univoco: senza investimenti sul personale e sulle infrastrutture, episodi come quello di lunedì rischiano di diventare la norma, mettendo a rischio il diritto fondamentale alla salute dei cittadini.




