
01 Gennaio 2026 – Un ponte naturale fra la Sicilia e l’isola di Malta. È quello che gli oceanografici della nave Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche cercheranno fino al sette di gennaio, nei fondali del Canale di Sicilia. Quando il livello del mare era circa 120 metri più basso di quello attuale, 22 mila anni fa circa, l’isola di Malta e la Sicilia erano congiunte e non divise, come adesso, dal mare. Un vero e proprio corridoio naturale che permetteva a persone e animali di percorrere in lungo e in largo le cinquantadue miglia che distavano dalla costa iblea fino all’attuale isola di Gozo.
L’obiettivo è individuare ciò che resta di questo lembo di terra ormai sommerso.
Il progetto, denominato BRIDGES, nasce dalla collaborazione tra le ricercatrici ed i ricercatori dell’Istituto di Scienze Marine del Cnr (Cnr-Ismar), dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS e dell’Università di Malta. I due Principal investigator della campagna sono Maria Filomena Loreto (Cnr-Ismar) e Emanuele Lodolo (OGS). La spedizione si svolge a bordo di “Gaia Blu” dal 29 dicembre 2025 al 7 gennaio 2026.
“Ciò che ancora oggi ci manca – è scritto in un comunicato diffuso dal Cnr – è una ricostruzione dettagliata del paesaggio a quel tempo. Questa campagna rappresenta una grande opportunità per l’Italia e Malta di ricostruire quell’antico ambiente con risoluzione senza precedenti. La spedizione “Bridges” esplorerà quest’area utilizzando apparecchiature di mappatura all’avanguardia a bordo della R/V “Gaia Blu”. Il team di ricercatrici e ricercatori che sarà a bordo ricostruirà la morfologia del fondale marino attuale e del passato, identificherà antiche valli e vecchie linee di costa e raccoglierà campioni di sedimenti che aiuteranno a determinare quando e per quanto tempo questi paesaggi sono stati esposti e la presenza di eventuali segni del passaggio di esseri viventi”.





