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Russia. Ministero Difesa annuncia oltre 35mila vittime ucraine nel Kursk

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(gr) Più di 35.050 militari ucraini in base all’annuncio fatto oggi dal Ministero della Difesa russo sarebbero stati uccisi dall’inizio dell’offensiva di Kiev nella provincia di Kursk. Solo nelle ultime 24 ore, si stima che almeno altri 1.535 soldati ucraini siano caduti per mano delle forze armate russe. Il Ministero ha anche stilato un elenco  delle armi neutralizzate al nemico: due veicoli da combattimento di fanteria, un Marder di fabbricazione tedesca e un CV-90 di fabbricazione svedese, due veicoli corazzati da combattimento, 25 veicoli da trasporto , tre cannoni di artiglieria, otto mortai e due stazioni di guerra elettronica”, si legge nella dichiarazione del ministero. Inoltre l’esercito russo avrebbe anche distrutto “13 lanciatori di sistemi missilistici antiaerei, sette veicoli per il trasporto merci, 70 stazioni REB, 13 radar di controbatteria, quattro radar di difesa aerea, 27 unità di ingegneria e altre attrezzature, tra cui 13 veicoli da demolizione ingegneristica, un’unità di sminamento UR-77, nonché sei veicoli corazzati di recupero e un veicolo di comando e controllo”. Mentre la Croce Rossa russa (RRC) ha riferito di aver ricevuto più di 6.000 richieste di ricerca e soccorso dei residenti della provincia russa di Kursk scomparsi in seguito all’incursione delle truppe ucraine lo scorso agosto. Tra questi ci sarebbero numerosi anziani che vivevano da soli. La Croce Rossa fa sapere che ad oggi sono state rintracciate solamente 1.253 di queste persone scomparse. Tatiana Moskalkova, difensore civico russo, ha annunciato il ritorno nel Paese di 46 residenti di Kursk che erano stati fermati dalle formazioni armate ucraine durante l’invasione. Tutta gente che viveva nel distretto di Sudzhanski al momento dei sequestri. L’organizzazione umanitaria ha fornito loro aiuti umanitari, supporto psicologico e aiuto per ristabilire i contatti con le loro famiglie. Pavel Savchuk, presidente della CRR, ha dichiarato che stanno lavorando fin dai primi momenti dell’invasione nella provincia russa per sostenere la popolazione locale.

 

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