
La notizia del possibile default per Palazzo La Pira agita i sonni di molti politici pozzallesi. Quasi tutti chiedono le dimissioni del primo cittadino pozzallese, per come ha gestito la macchina burocratica. Qui sotto un elenco di dichiarazioni raccolte nel corso della lunga giornata.
Enzo Galazzo, ex sindaco di Pozzallo e candidato alle scorse amministrative, ha pubblicato su Facebook il seguente testo: “Questo sindaco ci sa proprio fare– scrive su Facebook l’avvocato Galazzo. – Tasse alle stelle, condanne dalla Corte dei Conti per centinaia di migliaia di euro, dissesto dichiarato per oltre 40 milioni, strade invase da rifiuti e ridotte a trazzere, caos spacciato per turismo, viabilità impazzita, spiagge ridotte a parchi per giostre, porto regalato a Catania, Sagra del pesce declassata, funzionari carenti, ampliamento del territorio abbandonato, pozzo Inchiudenda una bufala, acqua potabile ai limiti dell’ utilizzo mentre lui incassa l’ indennità mensile …e sorride!”
La nota della sezione pozzallese di “Sud chiama Nord” è ancora più caustica. “Bugiardi! – è scritto in un comunicato ufficiale – Dovreste vergognarvi per come avete amministrato il paese. Colui che afferma “io il sindaco lo so fare”, oltre a farsi multare personalmente dalla Corte dei Conti per i suoi numerosi errori di gestione amministrativa, è riuscito a portare il Comune di Pozzallo al dissesto finanziario con un disavanzo di 40.731.691,70 euro (quaranta milioni…) nel 2022. Ce li vogliamo aggiungere altri due/tre milioni per arrivare al 2024? Il sindaco Ammatuna, la sua giunta e tutti i consiglieri comunali che lo sostengono devono dimettersi immediatamente. E dalla vergogna che devono provare non sono esclusi tutti quelli che li hanno votati”.
La sezione del Psi pozzallese chiede invece un rimpasto di giunta al primo cittadino. “Il Psi pozzallese prende atto della situazione economica attuale di palazzo La Pira, un processo di dissesto – è scritto in una nota ufficiale – nato dalla scorsa amministrazione precisamente per l’anno 2022, dove facevano parte della compagine amministrativa tutti gli attuali amministratori ad eccezione dei nostri rappresentanti in quanto non eletti. Ad oggi non possiamo che prendere atto della situazione annunciando il voto favorevole sul dissesto che diventa un atto dovuto. Rimaniamo dell’opinione che per i fatti consigliari ed amministrativi accaduti, occorre tirare la linea e dare vita ad un rimpasto di giunta, nonché ad una nuova programmazione che sappia tener conto di quanto accaduto”.