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Firrincieli. Castello di Donnafugata. Partenariato pubblico privato, Cassì annulli bando

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“La proposta progettuale di partenariato speciale pubblico privato per il castello di Donnafugata non può essere liquidata con una semplice delibera e un bando che limita la possibilità di presentare le proprie adesioni nel giro di un mese. E’ una questione molto complessa, che impegnerà il Comune per 10 anni più eventuali altri 10, attraversando, dunque, quattro diverse future amministrazioni comunali, e che, per tale ragione, presuppone il fatto che anche il consiglio comunale debba essere investito della problematica per esprimersi sulle eventuali modalità di intervento”.

Lo dice il consigliere comunale del movimento Cinque Stelle, Sergio Firrincieli. “E’ stata già protocollata, a quello che è dato sapere – aggiunge il consigliere pentastellato – una proposta proveniente da un gruppo di privati, che sinceramente non riteniamo vantaggiosa per l’ente, e i tempi ristretti per eventuali altre candidature non ci mettono nella condizione di ricevere ulteriori proposte migliorative. Noi, per quanto abbiamo già letto nella proposta, siamo contrari alla esternalizzazione con queste modalità dove alcune voci di spesa rimarrebbero in capo all’ente e altre non è ben chiaro da chi dovrebbero essere sostenute. Tuttavia, se e qualora il consiglio comunale decida di intraprendere questo percorso, dovrà avvenire avviando una procedura che possa essere il più possibile aperta davvero a tutti, prevedendo un bando a evidenza pubblica su scala europea come da normativa e con tempi adeguati ad una istruttoria simile a quella già ricevuta e termini di presentazione che non possono essere solo di un mese, ma di almeno, così si fa in casi del genere, 180 giorni, il tutto per ottenere la proposta economicamente più vantaggiosa tra le numerose che certamente potrebbero arrivare”.

“Questo perché – chiarisce ancora Firrincieli – tutti i documenti richiesti, per la complessità degli stessi, in un periodo, tra l’altro, quello agostano, in cui gli uffici non sono operativi al cento per cento, non possono essere prodotti in un lasso di tempo così ridotto”. “Chiunque volesse leggere le 122 pagine della proposta progettuale già pervenuta (il sottoscritto lo ha fatto) – ancora Firrincieli – si renderebbe facilmente conto che i proponenti vi lavorano da mesi. Naturalmente, non conosciamo le aziende eccetto appunto per quanto potuto apprendere nella lunga relazione prodotta in proposta progettuale e dai curricula allegati del gruppo dirigente delle due società Logos (con sede anche a Ragusa) e Civita Sicilia all’uopo legate in una Rti che potenzialmente potrebbe aggiudicarsi il bando. La scelta che si vuole compiere ha una ricaduta importante sul cespite forse più prestigioso al momento in possesso del patrimonio immobiliare del nostro Comune, l’unico che nel 2023 ha portato nelle casse del Comune 622mila euro. Per cui non si può liquidare tutto in un mese come se nulla fosse. E, soprattutto, non riteniamo congrue le somme che il Comune introiterebbe con questo accordo (30mila euro) e ci sono aspetti non descritti come la percentuale sugli introiti, o quelli definiti dai proponenti “criticità”, che vorremmo venissero chiariti e per i quali abbiamo redatto ed inviato apposito accesso agli atti. Ma è necessaria una adeguata ponderazione rispetto alle scelte da adottare. Il sindaco annulli il bando e ritiri la deliberazione di giunta n. 317 del 23 luglio 2024 e si avvii un percorso condiviso che non può escludere il ruolo del consiglio comunale fatti i dovuti passaggi anche nelle relative commissioni Risorse, Cultura e Affari generali ai presidenti delle quali abbiamo inviato espressa richiesta di convocazione urgente”.

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