
Quello che da qualche tempo succede a Modica è un vero e proprio sacrilegio, caratterizzato dalla demolizione di decine e decine di ville e villini dotati di parchi e giardini di pregio, muri a secco di pregiata fattura storica e cancelli ornamentali artigianali di esclusiva bellezza. Modica e le sue bellezze, che piano piano vanno scomparendo, architetture tardo-liberty, per lo più degli anni ’30 del secolo scorso, che hanno testimoniato quella bellezza e quel fascino di una città di solide tradizioni storiche e culturali. E’ bastato un semplice sì, senza pensare troppo al danno incalcolabile che si sta consumando, con l’abbattimento di quanto di prezioso, la Città che è stata nel tempo una Contea, è stata apprezzata e amata per le sue bellezze architettoniche e monumentali. Lo scempio che si sta ancora oggi continuando a perpetrare è stato denunciato da una che sicuramente ama Modica, ma, di fatto, non è modicana, Stefania Campo, architetta e deputata all’Assemblea regionale siciliana. Nella sua denuncia la Campo ha anche allegato l’elenco, ancora incompleto, delle ville in via di demolizione. – “Tutto inizia in quell’estate del ’51, – ha scritto la deputata – non un anno prima, non un anno dopo, quando Gesualdo Bufalino, con la sua penna magistrale, ci introduce alle feste modicane. In quelle notti soffocanti, illuminate solo dalla luna e dal bagliore delle luci delle ville in stile tardo barocco e liberty della Sorda, i giovani amanti si concedevano al piacere di ballare, per poi rifugiarsi nei giardini ombrosi dove, al riparo da occhi indiscreti, si scambiavano umidi baci. Quelle ville, che a prima vista sembravano solo scenari per amori fugaci, divennero protagoniste della narrazione di Bufalino, il quale, descrivendole con passione, le portò all’attenzione del mondo intero, quasi a volerle immortalare per l’eternità. Tutto inizia davvero quando un maestro della parola come Bufalino percepisce la bellezza di queste dimore, capisce il loro valore e decide di condividerlo con il pubblico, trasformandole da semplici edifici a simboli di un’epoca, di una cultura. Ma tutto finisce in modo tragico, quasi beffardo, con l’ironia della sorte che si abbatte su una città, più sorda della Sorda stessa, dove il vino si mesceva con allegria nelle strade del Sacro Cuore, e che oggi si trova di fronte al delitto di voler cancellare quel quartiere che un tempo fu il rifugio estivo di generazioni di modicani. Come accadde a Palermo con il sacco di Ciancimino, dove la speculazione edilizia spazzò via le più belle ville liberty, anche Modica è vittima di un saccheggio, di una distruzione lenta e inesorabile che, come il peggiore dei mali, divora il suo patrimonio architettonico e culturale. Quelle devastazioni che hanno mutilato Palermo e Bagheria, oggi le piangiamo con mostre, fotografie e commemorazioni, ricordando i geni come Basile e la sua scuola, e temiamo che lo stesso destino tocchi anche a Modica. Di fronte a questo scempio, l’orrore è palpabile, ma purtroppo anche impotente. È uno spettacolo ormai irreversibile: il privato, in accordo con il comune, ha ottenuto il via libera per distruggere un inestimabile patrimonio artistico e architettonico in cambio di anonime colate di cemento armato, trasformando ville eleganti e raffinate in scatoloni senz’anima, capaci solo di ospitare famiglie in quantità, senza alcuna considerazione per la grazia e lo stile che una volta caratterizzava quei luoghi. Il fenomeno dei palazzinari, che sembrava aver perso slancio grazie a una rinnovata coscienza civica, continua invece a prosperare, perché c’è chi non “riesce a dire un fermo “NO” in difesa del patrimonio pubblico e del bene comune che appartiene a tutti, anche alle generazioni future. Qualcuno, ha cercato di far sentire la propria voce, di risvegliare la coscienza dei modicani. Ma tutto è stato vano. Nessuno ha reagito, nessuno ha sentito il dovere di opporsi. Sembra quasi che demolire il bello per ricostruire il brutto, distruggere l’identità storica di un quartiere, sia diventato normale, accettabile, parte dell’ordine naturale delle cose. Perdere giardini e ville in cambio di centri commerciali, negozi, abitazioni e parcheggi sembra essere un destino ineluttabile, e la pianificazione urbanistica della città è ormai un ricordo lontano. Il progetto rimane sulla carta, e chi percepisce se una città sta perdendo la sua anima, se le sue forme si stanno dissolvendo, se le aree verdi stanno scomparendo, se le antiche trazzere, gli ulivi saraceni e i carrubi sono cancellati? Chi se ne accorge, chi la vive e la sente la città, se non lo fanno nemmeno i consiglieri comunali, coloro che votano i piani regolatori e firmano le concessioni edilizie? E allora, a cosa serve il voto? Qualcuno potrebbe rispondere con cinismo: “Io non li ho nemmeno votati, quindi non è colpa mia se hanno distrutto la Sorda!” Ma allora – continua Stefania Campo – di chi è la colpa? Contro chi dobbiamo gridare per questa strage di villini liberty? È frustrante sapere che, nonostante tutto, anche il tentativo di sollevare un clamore mediatico si ridurrà a poco più di un comunicato stampa di un giorno, senza lasciare traccia, perché nel 2024 nessuno s’indigna più. Ci sono problemi più grandi, più urgenti: le guerre, la crisi economica, la siccità, gli incendi, la spazzatura che ci sommerge, gli ospedali che chiudono. In un contesto del genere, una semplice speculazione edilizia sembra quasi un peccato veniale, soprattutto se avvenuta alla luce del giorno, con tutte le autorizzazioni in regola. Perché, allora, indignarsi per così poco? Eppure, qualcuno deve pur farlo. Anche se è agosto e tutti sono al mare, anche se queste parole rischiano di rimanere inascoltate, qualcuno deve denunciare ciò che sta accadendo. Perché un giorno, ci pentiremo di non aver alzato la voce di non aver difeso quei villini che la soprintendenza avrebbe potuto tutelare, che avrebbero potuto aggiungere valore a una città così bella e turistica come Modica. Certo, un paio di esemplari sono stati salvati, inclusi nella rete UNESCO, ma non basta. Se del barocco avessimo conservato solo due esemplari, oggi non saremmo riconosciuti come patrimonio dell’umanità. Non resta che scattare foto, segnare sul taccuino i villini scomparsi, marcarli con una croce sulla mappa e accettare che la Sorda non è più il luogo romantico delle estati passate, ma un cimitero di ricordi, un luogo dove piangere il tempo che fu, osservando le ultime pietre dei cancelli monumentali che ancora resistono”. La Sorda non deve diventare un cimitero di memorie, è necessario svegliarsi prima che l’ultima pietra del nostro passato sia spazzata via.
35 commenti su “Decine di ville liberty spariscono, cancellando uno dei volti storici di Modica. La denuncia di Stefania Campo, deputata all’Ars”
pienamente d’accordo cn l’on.le Campo.
Sono abbastanza maturo da ricordare tutti i villini esistenti in via Scro cuore e che sui muri a secco di recinzione ci sedevamo a chiaccherare ed ora non più.
Ma la principale meraviglia come si autorizzano costruzioni a cavallo del muro divisorio con la strada pubblica e dicono che è tutto normale, regolarmente licenziato. Bo sarà ma allora perchè si grida allo scandalo se qualcuno costruisce nel proprio podere ubicato lungo la cintura urbana? non lo capirò mai come in un suolo di circa 50 mq si costruisce un palazzo e in 10000 o 20000 mq non si può?
Una volta mi pare che ci volevano anche le distanze per le strade comunali e quelle provinciali ed ora non più perchè? ah il piano regolatore così dispone, Ma!!!!!
Non ce’ o non si vede un amore x Modica..oltre alli scempio..il danno e’ ambientale quei palazzoni sono grossi radiatori fdi calore..il verde che msnca nbene quello e’ lo scempio..adornato da problemi idrici enormi. La Morale e’ ignorante
Le 4 famiglie che hanno le mani sulle città, non hanno nessun amore per la città.
Pensano solo ai propri egoistici interessi, strafottendosene del Bene della città..
Si sarebbe dovuto intervenire con regole, sul PRG..
Ma la politica cittadina, ASSERVITA e PRONA, fa finta di nulla..
Chi può, economicamente, fa quello che vuole senza limiti di sorta..
E le amministrazione Abbate, HANNO accentuato il problema edilizio sul territorio, controllando in toto l’UTC..
NULLA è cambiato con l’amministrazione Monisteri..
propongo una iniziativa , alla luce delle costruzioni che stanno nascendo, che nulla hanno a che vedere con delle opere architettoniche di alto valore che sono nate negli ultimi anni di forme moderne ed accattivanti ed a energia zero , quando all’ufficio tecnico vengono presentati dei progetti che si propongono di demolire delle ville liberty o anche opere solo in muratura che superano i cento anni , si facciano esaminare tali progetti da una commissione di esterni composta da n°5 componenti in cui non manchino le figure di geometra architetti Ingegneri e geologi con almeno 20 anni di esperienza , magari qualche balcone in meno ce lo risparmiamo sulla strada e soprattutto valutino se demolire o meno una villetta per fare spazio per una opera architettonica che può dare più lustro futuro alla città .
@martinomodica.
Capisco che sei ingegnere e la commissione ti farebbe gola. Per tua conoscenza il fabbricato “incriminato” è stato edificato in zona B e tu dovresti sapere di che parliamo. È il piano regolatore vigente che prevede l’intervento! Il balcone non è assolutamente sulla strada ma all’interno della proprietà. Infine, so che non si sono rivolti al costruttore di prefabbricati che conosci bene.
Ci annientiamo, e ci estingueremo, non per cause esterne ma per la nostra banale, vacua, scialba ignoranza.
Tutti sti stupidi che scrivono .
Li vorrei vedere proprietari di una casa fatiscente con terreno intorno .
Vorrei vedere ,se per non abbattere il rudere ,rinunciassero ad incassare una sostanziosa somma di denaro, cedendo il rudere?????
Bello f. Con il c. Degli altri .
Stiamo parlando di demolizione e ricostruzione, pensate che hanno pure sfruttato il sisma bonus per specularci ancora di più, cosa pretendiamo ancora da questa”gente”? Che facciano un parco verde per bambini in Via sacro cuore? Fingiamo stupore!!?? Gli ultimi quattro lotti saranno anch’essi cementificati, ormai è tardi, qualcuno dirà: cu nappi nappi re cassati i Pasqua! Ognuno ha avuto e avrà sempre la sua parte, di colpa, ma si dispereranno molto molto molto meno di noi ve lo assicuro. E finitela con questi articoli che non scoprono nulla, tanto tutto si sa e nessuno fa niente.
Il caro Piero Vernuccio ha scritto molto su “Dialogo” degli scempi edilizi a Modica e il suo ultimo volume credo che sia ancora in qualche edicola.
Purtroppo il problema non è nuovo ed ha inizio a partire degli anni ’60 😔
Aldo, capisco che magari uno può essere ingegnere e gli possono interessare le commissioni ( ma le assicuro che non era questo lo spirito della commissione , anzi mi spingo a dire che potrebbero essere nominati anche tecnici di fuori , ma con esperienza !!!) il balcone del palazzo di cui tutti hanno parlato è l’ultimo dei miei pensieri , una commissione di quella che dico io avrebbe imposto 2 condizioni a quel progetto : o lo fate architettonicamente degno di quello che c’era prima o non se ne fa nulla !!!STOP ……si ma c’è il nuovo PRG, è tutto a norma etc, etc ….. RIEPILOGO LA PROPOSTA : Nel caso di progetti che riguardino la demolizione di villette che hanno un certo stile o di edifici in muratura che hanno più di 100 anni …si istituisca una commissione ( da 5 tecnici di varie estrazioni professionali) tramite una legge regionale ( altrimenti la mia proposta è solo FUFFA) che valuti queste progettazioni , richiedendo anche il rispetto dei criteri architettonici , storici ed urbanistici che sono le basi per un progetto di un opera civile e che vanno oltre le norme tecniche o quelle di Attuazione PRG . Poi tranquilli è solo una proposta … niente di eccezionale !!!
Capisco
Io per primo ammiro queste dimore signorili del passato
Sono state costruite dai benestanti modicani per passare le estati al fresco nelle case di campagna .
Giardini estesi ,alberi ,vialetti ,verante ,terrazze, il tutto recintato con muri a secco alti più di 2 metri , cancelli importanti,
Un magnifico quartiere in campagna da sogno senza dubbio .
In un paese ricco e avanti culturalmente tutto questo andava preservato in blocco all’inizio degli anni settanta.
Sarebbe rimasto un’eden dove il muro a secco era il tratto distintivo.
Tanti sono stati abbattuti
Ma ancora tanti sono intatti ,alcuni abbandonati all’incuria, altri benomale ancora curati .
Vi racconto una storia vera in merito, un medico chirurgo molto apprezzato in previsione del trasferimento a Modica aveva deciso di comprare una di queste ville per farne la sua residenza in città, ne aveva visitate diverse ed aveva scelto quella che più gli piaceva , poi il trasferimento sfumo’
e l’acquisto della villa anche .
Cosa ho voluto dire con questo ?
Che l’unica strada per salvare questo unico e ricco patrimonio della comunità modicana è che persone che possono farlo cominciano ad acquistare questi tesori , e così sottrarli alle ruspe dei palazzinari sempre pronti a distruggele senza vergogna di profanare un luogo di bellezza senza tempo .
Chissà cosa si potrebbe organizzare per portare alla conoscenza di tanti ricchi che potrebbero fregiarsi di possedere qualcosa di unico : una villa patronale antica in centro .
Che bello… presto anche nel quartiere Sorda vedremo girare il trenino per ammirare le sue bellezze architettoniche! Ovviamente i primi tre posti saranno riservati alla cittadina Campo, al suo sodale Terrorista e ultimo, ma non ultimo, al burocrate che vuole istituire l’ennesima commissione. Si, vero, avete ragione… un po’ di serietà….
“La denuncia di Stefania Campo, deputata all’Ars ”
Denuncia inoltrata a chi? E gli altri deputati? E i cittadini ?
Da ciò che è scritto in alcuni commenti c’è tanto di quel materiale sufficiente per fare o un’inchiesta giornalistica ( ma Piero Vernuccio non c’è più ) oppure delle indagini da parte della Procura della Repubblica, sempre che qualcuno presenti un esposto.
Dai vari commenti che ho letto, a molti sfugge che questo è il prezzo del progresso…..della civiltà!
Non ostacolare mai la civiltà, anzi il progresso, tanto andrà avanti lo stesso. Scusate la provocazione, ma se Modica deve diventare una città moderna, all’avanguardia, vocata al turismo, deve dimenticate il verde e ammirare i monumenti che costruiscono.
Poi se costano una cifra al Mq, è perché certi costi devono rientrare nel bilancio dell’impresa!
Gent.ma Arch. Stefania Campo, Deputata ARS,
condivido il pensiero da Lei espresso nell’articolo. Tuttavia mi chiedo e Le chiedo: questa sua sensibilità per lo sfregio urbanistico subito dal quartiere Sorda di Modica è recente o è da tempo che Lei avverte tale problema?
Nella prima ipotesi ritengo che Lei sia in grave ritardo; nella seconda ipotesi ritengo che Lei possa tranquillamente rassegnarsi.
A Modica Lei non troverà nessuno disposto a scendere in piazza per denunciare questo problema.
Mi chiedo (questa volta io): da quanto tempo il modicano non scende in piazza per protestare contro il declino artistico e culturale di questa Città?
Non intendo contestare l’operato di questa o di chissà quale altra Amministrazione.
Mi rendo conto che amministrare un comune è molto difficile ed è finito il tempo delle critiche sterili se non accompagnate da proposte serie e realistiche.
Credo anche la “stagione sociale” attuale non aiuta a mettere all’ordine del giorno alcune problematiche. Volendo usare una metafora, credo che questa sia l’epoca della pancia e non del cervello.
Non c’è tempo e nemmeno desiderio per parlare di Arte! Ci sono bocche da sfamare!
Ritengo altresì ché il problema da Lei sollevato non sia un problema di destra o di sinistra e nemmeno uno sfregio urbanistico che vive solo la nostra città.
Il decadentismo artistico è una “piaga” collettiva indolore (purtroppo) e ne avverti il danno quando le metastasi sono ormai diffuse.
Passo immediatamente alla proposta: propongo che la questione da Lei sollevata venga discussa e formulata come Ordine del giorno di un consiglio comunale aperto. Aperto ai cittadini e alle Categorie professionali correlate alla problematica stessa.
Non la si intenda come una provocazione o una proposta frutto di una visione nostalgica del territorio.
Credo che sia doveroso per ogni amministrazione locale indirizzare (nella misura di quanto e come sia possibile) la sensibilità del cittadino/amministrato verso una crescita ed uno sviluppo artistico.
Parole vuote queste? Può darsi
Tuttavia ritengo che anche questo sia uno dei compiti devoluti alla POLITICA.
In caso contrario sarà veramente opportuno scattare e conservare le foto non solo delle Ville del quartiere Sorda….
Carmelo Spadaro
Aldo, è vero, è zona B, ma si sta parlando dell’inopportunità di questi interventi, inopportunità che dovrebbe essere controllata dalla politica e dall’amministrazione. Le scelte politiche possono andare oltre alle zone urbanistiche, comprende? é li che il comune avrebbe dovuto prevedere un polmone verde e una piazza e non dove già esistevano le piazze e sono state aggiornate a suon di milioni di euro eliminando i pochi parcheggi.
Il terreno andava espropriato (con il giusto prezzo di mercato, oppure barattato con altre aree comunali) e li realizzata un’opera pubblica ad alto respiro, lasciando gli edifici liberty al centro magari ristrutturali e poi ampi polmoni di verde fruibile da tutti.
Ma a Modica non si comprendono neppure le cose più elementari, anche gli “intellettuali “sono peggiori dei più semplici, purtroppo.
Dubito che molti possano comprendere, compreso Aldo, che parla di zona B, senza capire che le zone sono inerenti a scelte urbanistiche dell’amministrazione e che posso essere sicuramente cambiate dalla stessa amministrazione o da una amministrazione successiva.
Ma oggi, un enorme complesso che sovrasta il centro del quartiere Sorda non lo potremo più cambiare, magari fra cinquanta anni i nostri figli si lamenteranno come si sono lamentati oggi i nostri intellettuali per le scelte fatte negli anni 60 per i complessi edilizi che sono stati costruiti nel corso Umberto. La storia si ripete ma nessuno che tenta di migliorare non facendo gli errori del passato.
Un’amica svedese una volta mi disse: la Sorda sarebbe potuta essere la Beverly Hills di Sicilia.
Passo e chiudo.
Bellissimo commento del signor Carmelo Spadaro, condivido ogni parola, ma i modicani non sono interessati.
Leggo spesso di gente che commenta parlando di “chi di dovere”, di amministratori e politici che i cittadini hanno scelto liberamente, ma comprendere come stanno le cose veramente nessuno dice na’ parola. Grazie signor Carmelo
Tutto in un semplice termine: incompetenza; ora spieghiamo cosa significa: …….definizione:
1 Scarsa padronanza di una disciplina, cognizione insufficiente
2 Limite di esperienza, di preparazione nell’esercizio della propria attività professionale
3 dir. Il fatto di non possedere la legittima autorità di compiere un atto;
Ecco, questo è il nostro attuale UFFICIO TECNICO URBANISTICA; diretto da un INCOMPETENTE. lecchino e schiavo di politici e imprenditori per convenienza propria
@anonimus
Ma dove erano i modicani quando è stato pubblicato il piano regolatore? Si poteva intervenire allora! L’esproprio costa e il pnnr prevede altro. Infine a Eugenio tanto di cappello sull’ufficio tecnico, ha azzeccato il problema in pieno.
Tutti sanno ma nessuno inoltra un bell’esposto alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Ragusa.
I fatti e le situazioni riportate vanno portati a conoscenza di un magistrato.
Quella dell’ufficio tecnico è una storia vecchia, saputa e risaputa.
A chi conta fa comodo così.
Solo ai poveri cristi vengono contati tutti i peli, non scrivono e nemmeno riscontrano le pec dell’avvocato. In atto, per quel che mi risulta, l’omissione atti d’ufficio non è stato depenalizzato.
Quante cazzate scrivete .
Ma di cosa state parlando??
Ma unitevi comprate le ville liberty e impedite la demolizione,
Stiamo parlando di tante ville distribuite su una vasta zona .
Ma cosa Mangiate per evaporare tale inutile chiacchiere.
Qui si tratta di decine di case ,
Cosa vorresti che il comune dovrebbe acquisirle.
Ma quando dovrebbe spendere ??
E per farne cosa poi ???
Quando chiacchieroni come voi non riescono a far aprire villa cascino al pubblico,
Villa Cascino già ristrutturata, già abbandonata da ristrutturare di nuovo .
Ma di che cosa vivete di utopie , di fantasie, ma mettete i piedi per terra e poi andate a bloccare la vendita di una dimora liberty dal legittimo proprietario al costruttore che la vuole demolire per farci un palazzo .
Con quale leggi, con quale autorità, potreste bloccare una legittima compravendita ???
Inoltre non ho mai visto tanti eventi culturali in città come in questi tempi , eppure si PUÒ dire che c’è una deriva culturale .
Ma per favore .
@AmoModica;
Ma che benefici ha ricevuto da Gnaziu e dal suo cerchio magico, per essere cotanto prono??
Le 4 famiglie che hanno messo le mani sulla città e sul territorio hanno “pedine & pedoni” nei punti chiave delle Istituzioni( locali e non) così da agire indisturbati per i propri interessi economici e di potere..
Non parliamo poi della pseudo politica dell’ attuale amministrazione..
Già villa Cascino, dove fu edificato adiacente un bel complesso edilizio, a ridosso del convento dei frati cappuccini, con tutte le spinte e scandali del caso sui giornali, nemmeno allora nessuno riusci’ a fermare nulla! Ma avete la memoria troppo corta!
..ebbene si una era della mia famiglia lasciatami in eredità e quindi cosa fare? Ho già una casa di propietà e non mi interessava andarci ad abitare perchè troppo grande, perchè troppo onerosa da mantenere ma sopratutto troppo ma troppo costosa da ristrutturare e ammesso, e non concesso, mi sarei trovato circondato da bei palazzi alti esposto alla loro vista come ad uno zoo.. Pertanto quando viene a bussare il sig. costruttore tanto di benvenuto. Mettetevi voi al mio posto scommettiamo che avreste fatto lo stesso popolo di iprocriti?
GATTOPARDO, capisco il suo punto di vista, ma la villa doveva essere acquistata (od espropriata, la legge lo consente) dal Comune invece di spendere soldi a casaccio per far contenti gli amici, e poi spendere per fare una opera pubblica come polmone verde e caseggiato liberty.
Tutto legalmente, lei gattopardo che accusa di ipocrisia genericamente ed a casaccio, è una persona inqualificabile e cinica, ma mi creda, ce ne fott…o.
Noi con ci mettiamo al suo posto, si goda i suoi quattrini ed il popolo di ipocriti si ricorderà della sua tracotanza.
Cosa bisogna fare?? Chi possiede una villa del genere sicuramente l’avrà ereditata, cosa può fare?? Ci vogliono una montagna di soldi, impossibile da ristrutturare. Chi la deve ristrutturare??? Al massimo si può aspettare che il tempo faccia la sua parte, lasciandola marcire. Certo un peccato distruggere queste belle ville, ma se avete una soluzione ditela. Perché non c’è nessuna soluzione, a meno che il proprietario non sia uno come Briatore. Tutta ipocrisia.
Ma la denuncia dell’onorevole Stefania Campo c’è o non c’è e a chi è stata inoltrata.
Oppure siamo in presenza del solito atto di presenza giusto per avere visibilità?????
Onorevole ci faccia sapere!!!!!
LUCA, si certo, ma villa Cascino esiste ancora e brilla, seppur non manutenuta… ma questa è un’altra cosa. Luca, stiamo parlando di cose che sono state cancellate per sempre per far guadagnare cinici proprietari e imprese seppur legittimamente, ma così Modica giorno dopo giorno muore.
Non si preoccupi, Gattopardo, ha fatto bene.
I tipetti anonimus, amomodica sono arcinoti per le caxxxate della pandeminghia e esperti di moralismo e saltafila ammucciuni. Quindi…
Nel lotto adiacente villa cascino erano presenti grotte , un sistema medievale di raccolta acque piovane del terreno con annesse cisterne, parlo di manutaffi tipo cava Ispica, Aldilà del polmone Verde raso al suolo che poteva diventare ampliamento del parco di villa cascino collegato al convento dei cappuccini. In un primo momento la soprintendenza blocco i lavori, ma giusto il tempo di riuscire a sorvolare su tutto, tutto riprese. Credo che qualcosa di importante sia stato perso irreversibilmente anche lì! Ma chi se frega, ci sono al suo posto otto belle villette a schiera.
Luca, si certamente è quello che lei scrive, ma non è paragonabile la villa Cascino che tuttavia esiste con lo scempio fatto nel cuore della Sorda, uno spazio che dovevamo lasciare libero da nuove costruzioni.
Mah.
La mia versione condivide perfettamente con Gattopardo .
Gli altri Anonimus e company sono comunisti o 5 stelle che poi è la stessa cosa .
Da buon comunisti vorrebbero dividere con i legittimi proprietari il bene delle dimore storiche.
Io nel mio post serio ho scritto quando amo queste ville ,per come sono costruite ,per i grandi giardini, per il posto centrale dove sono ubicate .è un peccato distruggerle ,
Ma non possiamo impadronirci delle case altrui .
Bravissimo Amo Modica, il mondo è fatto da le persone esperte come lei che sanno tutto e dai comunisti che non capiscono gniente.
Quanti anni ha Amo Modica? Perchè a me mi sembra troppo intelliggente per la sua età, lei non si lascia fregare facilmente, quando scrive un commento una ondata di freschezza ci arriva a spegnere le fiamme dell’inferno e dei comunisti. Grazie tantissimo e ci illumini più spesso.
Siamo quel che siamo e l’immagine che lo specchio ci rimanda è scevra dei ruoli che rivestiamo.
Questo per dire della sostanza dell’articolo e delle considerazioni che trascina.
Si denuncia lo scempio urbanistico con lo scoramento, comprensibile e condivisibile, di una cittadina privata della storia dei luoghi amati ma, oltre lo specchio, una Deputata regionale svela uno scoramento ben più grave, ossia la disarmante constatazione che la politica, la stessa politica che lei incarna tra gli scranni di Sala d’Ercole a Palazzo dei Normanni, è priva di forza e di volontà.
Quello che oggi si è portati a pensare, in un panorama purtroppo sempre più ampio, è che il politico viva una crisi di identità che è al tempo stesso causa ed effetto di una politica non più credibile.
Chi detiene il potere e chi aspira a detenerlo, di fronte a quello specchio dovrebbe avere la capacità di chiedersi onestamente: chi sono? cosa voglio? cosa è giusto che faccia?
Parimenti, chi il potere lo “subisce”, e indirettamente promuove chi lo esercita, dovrebbe porsi le stesse domande.
Sembra che si sia smarrito il senso delle aspirazioni, di quello che possiamo chiedere e dare alla comunità di cui facciamo parte, pur con ruoli diversi.
Chiediamoci per quale ragione un Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare chiede conto al Governatore della Sicilia e ai suoi predecessori – quindi anche al se stesso di prima, essendo stato Presidente della Regione Siciliana prima di diventare Ministro – della catastrofica condizione degli acquedotti dell’isola. Oltre lo specchio, da cittadino è assalito dai nostri stessi dubbi e dalle nostre stesse perplessità.
Chiediamoci perché una Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana parli e agisca allo stesso modo e con gli stessi toni di quando era all’opposizione, minoranza delle forze politiche in Parlamento. Non è ben chiara la posizione di chi oggi dà un indirizzo politico e ieri contrastava dialetticamente l’indirizzo di chi l’ha preceduta nelle passate legislature. Oltre lo specchio, da cittadina vive il nostro stesso smarrimento e la nostra stessa confusione.
Chiediamoci, ed è il caso di specie, perché una Deputata all’ARS lamenti a se stessa il deturpamento di una fisionomia paesaggistica. Oltre lo specchio, da cittadina, come gran parte di noi, attende risposte che soffiano nel vento; per dirla con Bob Dylan.
Perché non si pensi che tutto è perduto, credo di non essere il solo a poter sottolineare, con orgoglio, un fatto storico testimoniato dalla felice associazione, spero non casuale, di un’altezza fisica – l’imponente viadotto di Modica, per molto tempo secondo ponte più alto d’Europa – a una morale – Emanuele Guerrieri, un politico che per onestà intellettuale rinunciò alla carica di Ministro per accettare quella meno prestigiosa, ma più calzante alle sue competenze, di sottosegretario.
Di converso, perché non si pensi che la competenza regni sovrana, da cittadino digiuno di ingegneria/architettura, deploro l’orribile copertura con intonaci delle vestigia medievali del Castello dei Conti; il discutibile risultato della “conservazione” di un bene inestimabile testimonia la pessima cura e tutela della nostra storia.
Questo la dice lunga sull’operato delle Pubbliche Amministrazioni, sui regolamenti e le loro interpretazioni, sulle commissioni edilizie e i criteri di concessione, sulle aspettative spesso non sacrosante di chi richiede certe autorizzazioni, e sull’ineluttabile scomparsa delle ville Liberty.
E poiché il confine tra realtà locale e nazionale è molto sottile, è inevitabile sconfinare da argomenti circoscritti a considerazioni generali da cui emergono in egual misura annose e gravi pecche.
Da molto tempo, la politica del potere fine a se stesso svela la sua incapacità, nelle mancate risposte, nei propositi incompiuti, nei programmi inattuati. Negli ultimi decenni, i Governi delle cosiddette prima e seconda Repubblica, dai creativi “pentapartito ” e “dell’arco costituzionale” ai vagamente definiti di centro sinistra e di centro destra, hanno alimentato il debito pubblico, unanimemente e con tutt’altro che ammirevole costanza, secondo la dissennata formula: più spesa e meno crescita. Da queste acque sempre più stagnanti neanche i Governi “tecnici”, condizionati dalle maggioranze di turno, sono riusciti a tirarci fuori. Neanche l’inedito Governo attuale fa intravedere soluzioni, se non un riassetto che trasformi i pantani in sabbie mobili. Si sa che l’abbandono di malsane consuetudini è più faticoso della corretta e concreta attuazione del dettato costituzionale e che, se la strada delle buone pratiche non è percorribile, l’illusione di superare l’immobilismo cambiando regole istituzionali e costituzionali può solo differire nel tempo l’impopolarità e gli insuccessi del presente.
Coloro che, saggiamente, si ostinano ancora a non disertare il voto, sostenitori più o meno consapevoli di una fazione o di un’altra, tra ovazioni ingenue e contestazioni incerte, sono tuttavia privi della possibilità di sottrarsi allo stato di assuefazione a una politica che non fa.
Peggio, che lascia fare.
E resilienza è una parola sempre più vuota che esprime la triste inconsistenza di un PNRR spuntato e dalla provvidenzialità compromessa.
Rientrando dalle divagazioni, o digressioni che dir si voglia – dato che in Italia fioriscono organismi e commissioni a ogni piè sospinto per le più assurde e risibili ragioni: valga per tutte la spending review, con i suoi risultati pressoché fallimentari, volta a educare i Ministri alla corretta gestione delle spese dei propri dicasteri, ossia ad amministrare gli amministratori – proporrei l’istituzione di organismi, centrali e periferici, a salvaguardia degli interessi della collettività, una sorta di Collegi di Probiviri che, in nome e per conto dei cittadini, chiedano ragione ai Governanti di ogni ordine e grado delle proprie perniciose mancanze ed esigano, bandendo il politichese e le pilatesche accuse a chi c’era prima, risposte serie e chiare.