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Confcooperative. “Rivedere prezzi servizi socio-assistenziali nel territorio ibleo”

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“Confcooperative, a livello siciliano, sta ponendo con urgenza, assieme alle altre centrali cooperative e ai rappresentanti dei sindacati dei lavoratori, l’urgenza di rivedere i prezzi dei servizi socioassistenziali erogati in Sicilia, per conto di istituzioni regionali, enti locali e distretti sociosanitari”. Lo afferma il presidente territoriale Confcooperative Ragusa, Luca Campisi, il quale evidenzia che “la questione è stata posta con urgenza nel momento in cui gli aumenti del costo del lavoro, già scattati a febbraio 2024, avranno un ulteriore balzo in avanti a ottobre 2024 e proseguiranno nel 2025 e 2026. Nei giorni scorsi, a Palermo, nel corso di una nostra riunione – aggiunge Campisi – Confcooperative ha espresso grande preoccupazione per la tenuta delle tantissime cooperative sociali, che, oggi, garantiscono l’erogazione dei servizi a migliaia di soggetti fragili, che, altrimenti verrebbero abbandonati a loro stessi. Assieme all’Anci, è stato sottolineato quanto sia urgente l’adeguamento di tutte le rette relative ai servizi socioassistenziali, ai sistemi tariffari contrattuali vigenti e come, dalla tenuta finanziaria dei Comuni, dipenda anche la possibilità di sostenere i servizi stessi a favore dei soggetti fragili delle proprie comunità. Considerata l’entità dei fondi oggi previsti, i Comuni fanno già fatica a coprire l’attuale livello di spesa e rischiano, ad ogni passo, il disequilibrio finanziario. Inoltre, è stata condivisa la necessità di trovare soluzioni, che possano rendere più sostenibile il sistema Welfare siciliano, in considerazione dell’aumento esponenziale delle fragilità in tutte le comunità isolane, ma anche del fisiologico incremento dei costi relativi a tutti i fattori di produzione, a partire da quello del costo del lavoro. Su questi temi, a livello locale, ci siamo già confrontati con i Comuni, soprattutto con gli enti capofila dei distretti sociosanitari, e con il Libero consorzio. Abbiamo messo in evidenza le difficoltà esistenti e le ricadute negative che si potrebbero generare. Speriamo, dunque, che si possa dare seguito all’impegno assunto dall’assessorato regionale alla Famiglia a portare in giunta di Governo la tematica dell’adeguamento delle tariffe, ma anche di proporre possibili soluzioni, con l’obiettivo di dare adeguate risposte, almeno per l’anno in corso, già nella cosiddetta finanziaria di luglio”.

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