
Al termine della requisitoria, il Sostituto Procuratore Generale della Repubblica, Giovannella Maria Scaminaci, ha chiesto la condanna a 17 anni e 4 mesi per Davide Corallo, l’ex carabiniere di Giarratana, accusato di avere ucciso il cuoco modicano dell’Asp, Peppe Lucifora. Nel processo di secondo grado la parte civile, rappresentata dall’avvocato Ignazio Galfo, discuterà il prossimo 23 settembre. In quella data parlerà uno degli avvocati del collegio difensivo.
“L’istruttoria – afferma uno dei difensori dall’imputato, l’avvocato Piter Tomasello – è stata molto articolata e caratterizzata da approfondimenti di carattere scientifico che secondo me hanno fatto emergere ulteriori conferme sull’estraneità del signor Corallo alla vicenda”. Il consulente tecnico d’ufficio Seidita nominato della Corte d’Assise di Siracusa, è stato decisivo per l’assoluzione dell’imputato in primo grado visto che ha dichiarato che la traccia esaminata conteneva tracce del sangue della vittima e del Dna dell’imputato, precisando che però poteva trattarsi di Dna consolidato, e, quindi, non c’era certezza al 100% che l’ultima persona ad entrare in contatto con la vittima sia stato l’uomo sotto processo, ovvero Davide Corallo, assolto il primo marzo del 2022 in Corte d’Assise “per non avere commesso il fatto” dall’accusa di omicidio del cuoco.