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Pozzallo. Nunzio e Ausilia chiedono aiuto per la figlia Gaia

Tempo di lettura: 2 minuti

Una bambina di due anni, Gaia, deve fare dei controlli per il fegato e ogni settimana deve andare a Palermo, assieme ai propri genitori, per curare eventuali patologie. Nel solo mese di novembre, i genitori di questa bambina, Nunzio Mangano e Ausilia Minio, sono dovuti andare a Palermo per ben sette volte, causa complicazioni della stessa. La famiglia è monoreddito ma vivere facendo su e giù da Palermo, mettendo di tasca propria 100 euro a viaggio, non è cosa da poco. Non ultimo, l’automobile dei coniugi Mangano ha dovuto recentemente subire degli interventi per un importo di mille euro. Una situazione molto triste, contando sul fatto che i coniugi Mangano hanno anche altri due figli piccoli, che, certamente, non possono trascurare per ovvi motivi.
Fra parentesi, la Regione Sicilia rimborsa i soldi per le trasferte se l’ospedale non si trova entro il perimetro regionale. Esempio, se si viene curati per una malattia dove possono curarla solo da Reggio Calabria in su, allora c’è il rimborso, se no niente. Il Comune di Pozzallo, stando a quanto riferito dalla signora Ausilia, ha contribuito per sei mesi, due anni fa, (pagamento affitto), salvo poi interrompere l’aiuto fornendo qualche buono spesa. I coniugi Mangano sono tornati a chiedere aiuto alle istituzioni ma non è previsto nulla in previsione delle prossime settimane e dei prossimi mesi. I servizi Sociali del Comune dovrebbero intervenire in questi casi, ma pare che non ci sia alcuna soluzione all’orizzonte. Sembra, da quanto riferito, che il Comune abbia messo a disposizione una autovettura per raggiungere il capoluogo siciliano, ma il problema sta molto più a monte.
Abbiamo sentito Ausilia e Nunzio, i due coniugi che vivono a Pozzallo e che stanno affrontando un periodo molto difficile della loro vita, fermo restando che, oltre a Gaia, la coppia ha altri due figli.
“Abbiamo già una automobile che abbiamo fatto aggiustare da poco – ci dice Ausilia al telefono – Più che altro vorremmo, assieme a mio marito, capire perché non c’è rimborso se vado a Palermo, mentre se vado nel nord Italia è previsto un contributo. Abbiamo chiesto all’Asp di Ragusa ma abbiamo trovato solo porte chiuse. Non chiediamo somme grosse ma quanto ci spetta per far sì che la nostra bambina possa continuare a ricevere le cure che le spettano”.
E l’ospedale di Modica?
“Una volta siamo andati a Palermo che l’ospedale ci ha messo a disposizione una ambulanza, perché la situazione si era fatta grave. Quando la situazione non è grave, ci dicono di andare a Palermo con i nostri mezzi. Davvero triste come situazione. Anche perché a Modica non esiste un centro come quello di Palermo, per cui siamo “costretti” ad andare a Palermo”.
E’ difficile sostenere le spese…
“Sono cento euro ogni viaggio, qualche volta devo restare e pago un hotel, l’automobile ha i suoi costi, più il cibo. Siamo andati avanti grazie alla generosità di molte famiglie pozzallesi e modicane, più l’aiuto di Emanuela Russo, una cittadina di Pozzallo, che tanto ha fatto per noi, ma vorrei non chiedere ogni volta anche perché mi sembra ingiusto che, chi deve darci realmente una mano, si giri dall’altra parte”.
Come sta, adesso, Gaia?
“In queste ore partiremo alla volta di Palermo, l’ennesimo viaggio della speranza, noi non molliamo, questo è certo…”

 

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