Proxima, Vittoria. Rete sociale contro il disagio abitativo

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Anche la cooperativa Proxima Ragusa, nell’ambito del progetto “Tft – Trasformare la fascia trasformata”, ha accolto, assieme agli altri partner (associazione I tetti colorati, Cgil e L’altro diritto), l’invito del Comune di Vittoria a presentare il proprio lavoro e a confrontarsi con quanti operano sul territorio per la costituzione di una ‘Rete sociale per la lotta al disagio abitativo’. La promozione dell’inclusione sociale, con un’attenzione specifica sulla questione dell’abitare, seguendo la metodologia dell’Housing First, è uno dei pilastri del progetto Tft ed ecco perché la definizione di alleanze specifiche consente di favorire cambiamenti possibili, generando nuove opportunità. La cooperativa Proxima, che si occupa di predisporre e curare progetti contro lo sfruttamento, era rappresentata dalla coordinatrice Ausilia Cosentini che, raccogliendo l’invito dell’assessore al ramo, Giuseppe Fiorellini, ha avuto modo di mettere a disposizione le proprie competenze, raccontando quello che è stato fatto ed evidenziando le difficoltà a cui vanno incontro i soggetti che cercano nuove case a fronte della mancata disponibilità dei proprietari ad affittare i propri appartamenti. Tutto ciò accade per i prezzi troppo alti o per delle diffidenze che, in alcuni casi, possono essere superate dalla conoscenza reciproca. “Questo primo incontro di ieri – dice Cosentini – rispetto a cui ringraziamo l’Amministrazione comunale di Vittoria, sindaco in testa, per la sensibilità dimostrata su un tema così particolare, è servito per inquadrare la situazione e per gettare le basi di un percorso che speriamo possa essere il più sostenibile possibile, anche e soprattutto dal punto di vista delle scelte sociali da compiere. E’ stato sviluppato un ragionamento che, secondo noi, tiene conto delle principali vulnerabilità attualmente esistenti e che può essere risolto solo facendo rete, come si vuole da più parti concretizzare. Le dinamiche quotidiane ci spingono ad esaminare tutti gli aspetti della problematica. Anche quelli meno confacenti alle esigenze dei proprietari. Ma è chiaro che occorre compiere un passo dopo l’altro, provando a ricucire il tessuto di un percorso speciale che diventa più che mai necessario per integrare tutte le fasce di persone che abitano nel nostro territorio. E’ una scommessa importante, una sfida cruciale che vogliamo lanciare. Ed è una scommessa che si può vincere solo se saremo tutti uniti”. Il progetto punta, tra l’altro, a generare una trasformazione duratura del benessere e delle condizioni di vita per chi lavora e vive nella fascia trasformata, con particolare attenzione al ruolo della donna.

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